VOLA alto la Dichiarazione della Merkel, l´Angela sopra Berlino. Ma, le parole non nascondono le difficoltà e, da sole, non riusciranno a tirar fuori l´Unione Europea dalla crisi di autostima che l´ha colta ai suoi 50 anni. C´è uno scarto forte infatti tra quello che la non-Europa vede nell´Unione e quello che l´Unione pensa di […]
LANZAROTE (Spagna) — «Nulla. Ecco che cos’è l’Unione europea». In biblioteca, nella sua poltrona di pelle nera, quella con il plaid a scacchi che gli ha piegato e sistemato su un bracciolo la moglie Pilar, José Saramago esercita la sua lucidità su mezzo secolo di storia comunitaria. Dall’alto dei suoi 84 anni, della sua infanzia […]
Il viale che conduce verso il Partito Democratico (PD), in questa stagione, è coperto di foglie ingiallite. Secche. Come fossimo in autunno e non in primavera. Sul viale del tramonto invece che all´alba di una nuova era. Chi rammenta il tempo dell´Ulivo e delle “mitiche” primarie rischia di affogare nello spleen. D´altronde, gli inventori e […]
C’è un
“tesoretto” al Ministero del Tesoro. Ma è un vero miglioramento nei conti o
solo un’ulteriore revisione delle stime? Secondo gli ultimi dati del
Ministero dell’Economia, il miglioramento nei conti pubblici del 2007
rispetto alle stime del giugno scorso è di circa 40 miliardi. Meno della
metà di questi è attribuibile alla finanziaria appena varata. Fin quando non
si spiega il perché di questo “miracolo”, è bene evitare correzioni di rotta
rispetto a una finanziaria appena approvata e utilizzare le risorse
aggiuntive solo per abbattere il debito. Se proprio si vuole intervenire,
vale la pena rimuovere l’ultima operazione di finanza creativa: il
dirottamento del Tfr all’Inps. Questa misura sta scoraggiando il decollo
della previdenza integrativa ed è un trucco contabile che maschera
l’andamento effettivo dei nostri conti pubblici.
Sembra essere svanita nel nulla la «comprensione»
americana di cui aveva dato testimonianza D’Alema dopo la cena di lunedì con
Condoleezza Rice. Senza fare troppe concessioni al linguaggio diplomatico un
«alto esponente» Usa, che ha preferito rimanere anonimo ma che difficilmente
potrebbe parlare senza il consenso della medesima Rice, ha rivolto una
raffica di critiche alle modalità scelte dall’Italia per ottenere la
liberazione di Daniele Mastrogiacomo.
Washington – Prima e dopo la «disapprovazione»
ufficiale per la condotta dell’Italia in Afghanistan, è stata battaglia tra
i falchi e le colombe al dipartimento di Stato. Cercando di attenuare la
denuncia dei primi, un diplomatico ha precisato che il richiamo americano è
scaturito dalle ultime notizie giunte da Kabul, innanzitutto sulla
liberazione dei talebani in cambio del rilascio di Mastrogiacomo, e dalle
pressioni dei comandi militari sul terreno. E ha aggiunto che non si tratta
di Stati Uniti contro Italia, né di ingerenza politica negli affari
italiani, ma di regole di condotta per tutti coloro che lottano contro il
terrorismo.
Per due settimane, per quindici lunghi giorni e quindici notti infinite, ho vissuto con i Taliban. Sempre prigioniero, sempre legato mani e piedi. Mi hanno trascinato in giro in lungo e in largo per tutta Helmand, la regione a sud dell´Afghanistan che controllano quasi interamente e che ha sfornato i mujahiddin più duri. I più […]
«È stato un grave errore aver lasciato a Gino Strada la trattativa per la liberazione del giornalista italiano». E sarebbe un errore considerare le parole di Arturo Parisi come un banale sfogo per esser stato tagliato fuori dalla gestione del «caso Mastrogiacomo», come la solita polemichetta di governo, l’ennesima lite con Massimo D’Alema.
Ha ragione Fausto Bertinotti quando sottolinea che la liberazione di Daniele Mastrogiacomo è stata resa possibile da una efficace collaborazione tra diplomazia ufficiale e organizzazioni non governative. Nell’ora di un sollievo che unisce tutti gli italiani possiamo essere soddisfatti anche di questo. Ma al giornalismo come alla politica, si sa, è vietato soffermarsi sui momenti […]
Seduto su un divano di Montecitorio Paolo Cento, sottosegretario del governo di Romano Prodi, esalta l’efficacia della politica «pacifista» rispetto all’incapacità della diplomazia ufficiale che si fa carico dei nostri rapporti con la Nato. «Se non ci fosse stato Gino Strada, se fossimo andati dietro ai cosiddetti riformisti – sibila – Mastrogiacomo sarebbe ancora nelle […]