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Da non perdere

  • 7 Marzo 2007

    Parisi, incontro con i pacifisti per «blindare» il decreto

    Autore: Francesco Verderami
    Fonte: Corriere della Sera

    Roma – L’Afghanistan è sempre più vicino, sta nei volti tesi dei parlamentari che chiedono notizie sulle sorti del giornalista di Repubblica rapito dai talebani, s’insinua nei capannelli dove i deputati discutono sull’offensiva avviata dalla Nato. Così, dietro l’apparente calma dell’Aula di Montecitorio, dove si prolunga il dibattito sul decreto per il rifinanziamento delle missioni militari, si celano le preoccupanti indiscrezioni che giungono dal governo, le parole pronunciate dal ministro della Difesa Parisi subito dopo un incontro con il capo di Stato Maggiore ammiraglio Di Paola: «La situazione si va facendo di ora in ora sempre più delicata». 

  • 7 Marzo 2007

    Il doppio fondo di Kandahar un mix di candore e crimine

    Autore: Guido Rampoldi
    Fonte: La Repubblica

    Si direbbe che a Kandahar tutto abbia un doppiofondo, una botola segreta, un’intercarpedine in cui è possibile cadere così come scoprire verità sorprendenti. Chi vi arriva dalla pachistana Quetta la trova in fondo ad un deserto di terra piatta e gialla da cui emergono come capodogli grandi gobbe di roccia nera. L’ultimo villaggio prima delle case si chiamava Gunigan, finché l’aviazione sovietica lo ridusse ad un dosso ocra. Ne restano i suoi campi coltivati. 

  • 7 Marzo 2007

    La missione di un reporter

    Autore: Ezio Mauro
    Fonte: La Repubblica

    Un giornalista prigioniero, al fronte, dov’è andato semplicemente perché così vogliono le leggi del suo mestiere: vedere, capire, decifrare e raccontare. Perché l’opinione pubblica possa conoscere e sapere, e dunque perché ognuno di noi possa prendere parte davvero alla vicenda pubblica, esercitando il suo diritto-dovere di cittadino informato, a partire da quel dato fondamentale di una democrazia che è la conoscenza dei fenomeni, l’intelligenza degli avvenimenti.

  • 6 Marzo 2007

    Parisi e la sfida del referendum: Romano? Così aiuto il governo

    Autore: Maria Teresa Meli
    Fonte: Il Corriere della Sera

    Roma – Il referendum è un’arma. Anzi, l’unica che serve a «mantenere il bipolarismo» e a evitare che il Pd diventi come i partiti di oggi «che hanno una serie di limiti autoreferenziali che rallentano la partecipazione dei cittadini alla politica». Da tempo Arturo Parisi si è andato convincendo di questo. Non solo. Quel che più dispiace al ministro della Difesa è che il suo «amico» Romano Prodi non abbia capito che il referendum «aiuta anche la quotidianità» dell’azione di governo. Di fare la parte del politologo anti-politica, che «pensa solo al futuro», Parisi non ha più voglia alcuna. «Guardare oltre il proprio naso aiuta meglio a risolvere l’oggi», è il suo motto di questi giorni.

  • 6 Marzo 2007

    La regola dei nanetti

    Autore: Giovanni Sartori
    Fonte: Corriere della Sera

    Nei suoi dodici punti all’Unione Prodi nemmeno menzionava la riforma del sistema elettorale. Ma nel presentarsi al Senato per la fiducia questa riforma diventa la massima urgenza, la priorità prioritaria. Bene. A condizione, però, che il nuovo sistema elettorale risulti largamente «condiviso». Ancora una volta, bene. Ma condiviso da chi, tra chi? Tra tutti, ivi inclusi i «nanetti» (partitini, partitucci e cespugliotti), oppure dai partiti maggiori di entrambi gli schieramenti senza nanetti?

  • 6 Marzo 2007

    Il governo temporeggia e la «ex Cirielli» fa danni

    Autore: Vittorio Grevi
    Fonte: Corriere della Sera

    L’ assenza, nel dodecalogo sulle «priorità non negoziabili» redatto dal presidente Prodi, di qualunque riferimento ai problemi della giustizia, può essere letta in due modi diversi. La prima chiave di lettura è quella di chi vi coglie, con tono polemico, la conferma di un preteso disinteresse, da parte del presidente del Consiglio, per il buon funzionamento del «sistema giustizia», nonché per le conseguenti esigenze di interventi legislativi ed amministrativi. Se così fosse, tuttavia, sarebbe clamoroso il dietrofront rispetto ai propositi espressi nel programma di governo, e poi più volte richiamati, ragion per cui una interpretazione del genere non appare credibile.

  • 2 Marzo 2007

    Ossigeno per Prodi

    Autore: Mario Deaglio
    Fonte: La Stampa

    Mentre gli italiani dividevano la loro attenzione tra le aule parlamentari, dove si svolgeva il dibattito sulla fiducia al governo, e il Festival di Sanremo, una tempesta finanziaria si abbatteva sull’economia mondiale. Una correzione del piccolo mercato finanziario di Shanghai, del tutto naturale dopo un lunghissimo rialzo, ha innescato una caduta, ben più allarmante, delle […]

  • 2 Marzo 2007

    Il dilemma di Romano

    Autore: Fabio Martini
    Fonte: La Stampa

    Da otto giorni continua ad ostentare lo stesso sorrisone rassicurante, ma l’infarto del governo ha procurato a Romano Prodi uno stress molto più bruciante delle apparenze, a cominciare dalla prima, indimenticabile sera di crisi: quel 21 febbraio la botta era stata così forte, che già alle 20,30 il Professore aveva chiesto ai suoi collaboratori di […]

  • 1 Marzo 2007

    Rutelli: ora l’agenda delle riforme così metteremo in crisi la destra

    Autore: Gianluca Luzi
    Fonte: La Repubblica

    Roma – Presidente Rutelli, la maggioranza ce l’ha fatta ma resta molto esigua, al Senato. E il centrodestra vi sfida a contare sulla maggioranza politica senza l’aiuto dei senatori a vita.
    «Abbiamo una maggioranza stretta ma è la maggioranza attribuita dagli elettori». 

  • 1 Marzo 2007

    La solitudine di Parisi il pessimista «Così rischiamo di non ritrovarci»

    Autore: Maria Teresa Meli
    Fonte: Corriere della Sera

    ROMA – In molti esultano al Senato. Altri fanno già i calcoli per capire come, dove e quando si darà il via al dopo-Prodi. E’ la fotografia a colori dell’Unione in questo mercoledì sera, a palazzo Madama. Tutti parlano con tutti, tutti sparlano di tutti. Solitario Arturo Parisi si avvia verso l’uscita. Eppure è da lui che è nato tutto. E’ da quel voto sulla base di Vicenza nell’aula di palazzo Madama che ha preso corpo l’ennesimo tormentone unionista che si è chiuso solo grazie al voto di Marco Follini.

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