«Perché tutto questo clamore? Mi sono limitato a ricordare che è la legge che ha sospeso e
non abolito il cosiddetto servizio militare, e dunque che i
comuni devono trasmettere le liste di leva agli uffici competenti dei vari “Centri
documentali”.
All’Eliseo da meno
di tre mesi, Nicolas Sarkozy si è già abbattuto come un ciclone sulle insicurezze della
Francia e dell’Europa.
A pochi passi dall’ingresso dell’aula di Montecitorio, che un’oretta
dopo accoglierà le dimissioni da deputato di Cesare Previti, Fausto
Bertinotti lancia un segnale preciso al Palazzo, logorato ogni giorno
da uno scandalo nuovo.
E sono nove. In corsa per la guida del Partito democratico. L?ultimo sfidante – arrivato
in piazza Santi Apostoli tre minuti prima che scada il tempo (le 9 di sera) per depositare
le firme – è Furio Colombo.
Spiccia, come Rosy Bindi è spesso: «Non usiamo il
temine comitato d’affari per la storia delle intercettazioni sul caso
Unipol».
Se abbiamo voluto chiamare «democratico» il partito nuovo che stiamo
costruendo, è anche e soprattutto perché è la democrazia la questione
cruciale del nostro tempo.
Le due
ordinanze con le quali Clementina Forleo, giudice per le indagini preliminari di
Milano, ha dichiarato la rilevanza processuale di conversazioni telefoniche
intercorse, nel giugno-luglio 2005, fra personaggi interessati a scalate
societarie e alcuni parlamentari ed ha pertanto chiesto alle Camere
l?autorizzazione ad utilizzare dette conversazioni in un processo penale in
corso, hanno avuto, com?era inevitabile, ampia risonanza e suscitato vibrate
reazioni. Al di là dei risvolti politici preme, innanzitutto, cercare di
ricostruire il quadro giuridico all?interno del quale è maturata la decisione
del giudice e la sua specifica, peculiare, motivazione.