«Basta con il dibattito burattinesco che abbiamo avuto sinora. La lotta all’illegalità è una cosa seria». Giuliano Amato è appena uscito da una lunga riunione con il presidente del Consiglio Romano Prodi. E’ servita a definire le linee guida del disegno di legge con il quale il governo di centrosinistra vuole tentare un giro di vite contro la criminalità. Il ministro dell?Interno è soddisfatto del lavoro condotto fino ad oggi.
Ho preso parte di recente a Parigi a un convegno dei “Gracques”, un
autorevole gruppo nella compagine della sinistra francese formato da ex
dirigenti pubblici di alto livello, ambasciatori e altri personaggi di
spicco.
La disputa sulle correnti e il correntismo, male oscuro venuto a minare
il futuro del Pd prima ancora della sua nascita, si sta svolgendo in
modo un po’ astratto…
Se vi racconto perché il 14 ottobre prossimo andrò a votare Rosy Bindi come segretaria del nuovo Partito democratico, è perché considero le elezioni primarie un esperimento che riguarda tutti gli italiani, anche quelli che hanno idee politiche diverse dall’Ulivo. Non s’è mai visto un partito nascere così: con decine di migliaia di persone pronte a candidarsi gratis per un’assemblea costituente; e tutti i cittadini che lo desiderino, dai 16 anni in su, chiamati a esprimere la loro preferenza. Almeno proviamoci, a cambiare la politica. Un’innovazione che costringerà felicemente pure gli avversari a migliorarsi, favorendo il coinvolgimento dei cittadini nelle loro scelte.
Francesco De Gregori, tutti i giornali la arruolano
sotto le bandiere di Walter Veltroni. È davvero così? «È vero che sono amico
di Veltroni, da tantissimi anni. Se mi metto a contarli, sono più di trenta.
Ma essere arruolato mi dà un po’ fastidio. Un conto sono gli amici, un conto
i simpatizzanti ». Lei non simpatizza? «Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se
lo capissi. E finora non l’ho capito. Non sono molto d’accordo con certe
cose che Veltroni dice e fa.
«Quella dei Ds è una reazione
staliniana, che punta a zittire le voci. Con una Margherita silenziosa e
ormai sfaldata, dove si china la testa e si pensa alle poltrone. Ma così il
Pd diventa un partito-caserma».
Si accende il dibattito sul nome della Festa
dell’Unità dopo l’articolo di Salvatore Vassallo sul Corriere di Bologna. Il
politologo aveva proposto di cambiarlo in Festa dell’Ulivo.
Solleva un polverone la proposta del politologo Salvatore
Vassallo, lanciata ieri dalle pagine del Corriere di Bologna, di trasformare
le Feste dell’Unità in Feste dell’Ulivo. Ds da una parte, Margherita
dall’altra, con commenti che arrivano direttamente da Roma e rimbalzano
sulle note di esponenti e segreterie locali. E una «società civile» che chiede
alla politica di cambiare il modello stesso della festa.Ma in principio è il
nome.
LA CATASTROFE in corso in Iraq ha segnato la condanna del giudizio politico di un presidente.
Nell´intervista a Famiglia Cristiana in edicola, il premier Romano
Prodi pone un interessante quesito: «Un terzo degli italiani evade le
tasse. Tutti facciano la loro parte, a cominciare dagli educatori,
scuola e Chiesa.