Soddisfazione per l’avvio del processo di trasferimento della responsabilita’ della sicurezza alle autorita’ civili e militari della provincia del Dhi Qar, in Iraq, e’ stata espressa dal ministro della Difesa, Arturo Parisi.
Non credo che l’entità del nostro apporto alla missione in Libano possa essere commisurato solo al peso demografico del nostro paese sul totale dei paesi dell’Onu, come sostiene il Presidente Berlusconi.
Signori Presidenti, Onorevoli Senatori e Deputati, poche sono le considerazioni che sono oggi in condizioni di aggiungere in ordine alla missione della quale il Ministro degli Esteri ha appena illustrato premesse, significato e finalità.
Non penso che la domanda sul “se” della nostra partecipazione alla Missione Onu in Libano possa avere una risposta diversa dal “sì”.
A proposito delle condizioni e dei limiti che caratterizzano il bilancio della Difesa e quindi la capacità di far fronte ai nuovi impegni internazionali, Tremonti mi invita a non far confusione tra passato e presente perchè nella trascorsa legislatura tutti gli impegni militari sarebbero stati adeguatamente finanziati, nè era previsto o prevedibile un impegno militare in Libano. Visto che vengo invitato alla lealtà, è un identico impegno alla lealtà quello che rivolgo io al Ministro Tremonti.
“Siamo pronti a far parte della forza internazionale in Libano in maniera piena. La nostra non sarà una partecipazione dimezzata”.
Come ha immediatamente chiarito il gen. Castagnetti, le affermazioni del ministro della Difesa afgano in riferimento ad un nostro impegno nel Sud dell’Afghanistan sono prive di ogni fondamento sia per quel che riguarda il presente che il futuro.
”L’approvazione definitiva del provvedimento di rifinanziamento delle missioni dimostra la capacita’ della maggioranza di riconoscersi unita attorno alla linea e alle proposte del governo”.
Arturo Parisi, 65 anni, ministro della Difesa, è uno dei pochissimi che, elmetto in testa, non ha mai abbandonato la trincea del Partito democratico.