Anche l’aggettivo “democratico” è sentito dalla gente
Risponde così Arturo Parisi, l’inventore dell’Ulivo, a proposito della manifestazione di chiusura della campagna elettorale prevista per il 7 aprile a Roma.
“Tra tutte le chicche affidate alla “Vera storia italiana” che in questi giorni Forza Italia fa distribuire per le case, oltre al computo del reddito medio in dollari, sì in dollari, le vittorie di Valentino Rossi e se possibile anche le giornate di sole di questi cinque anni, le pagine più esilaranti sono certo quelle dedicate alla Margherita”
Lo studioso che è in lui gli fa ammettere: «Sì è vero, tra i cittadini attivi e partecipanti il centrosinistra registra i maggiori consensi…», ma poi il professor Arturo Parisi demolisce così l’ultimo refrain di Berlusconi: «Immaginare che la misura della vittoria del centrosinistra possa diminuire grazie all’entrata in linea dell’elettorato di riserva, cioè a quello normalmente astensionista, è già di per sé un riconoscimento della propria sconfitta…».
E’ da anni che mi batto perche’ il centrosinistra italiano si trasformi prima da un patto elettorale in uno stabile soggetto politico attraverso la nascita di un grande partito che rimargini e archivi le divisioni ideologiche del secolo scorso.
‘Sulla nuova legge elettorale posso solo ripetere la definizione di Calderoli: una porcata. Dopo il mattarellum e il tatarellum, abbiamo ora il porcellum’.
‘Vladimir Guadagno, come e’ giusto chiamarlo, ha dimostrato di essere meno radicale e molto piu’ equilibrato di quello che lo si vuole fare apparire’.
Invece di rassicurare gli Usa, che temono il rischio terrorismo e manifestazioni violenti nel nostro Paese nel periodo elettorale, il Presidente del Consiglio diventa il ‘capo degli incendiari’.
«Il Berlusconi showman, attore e battutista sta dando il meglio di sé. L’ultima l’ha riservata al manifestante no global a Genova». Dietro la calma del docente universitario (è ordinario di sociologia dei fenomeni politici, a Bologna), Arturo Parisi nasconde un temperamento sanguigno e la tenacia del sardo che non gioca in difesa.
“Io non credo che interessarsi dell’Italia significhi intromettersi. E’ un dovere, per chi opera nella campagna elettorale, anche guidata da una ispirazione di serenita’”.