Continuo proprio a non capire. Di che cosa si lamenta? Del
fatto che io abbia espresso insoddisfazione per il modo in cui si sono
svolti i congressi del mio partito?
L’Occidente può stare in Afghanistan con due missioni militari che divergono per modalità d’intervento e ipotesi da cui muovono? Secondo Arturo Parisi è venuto il momento di affrontare il problema.
Roma – ”No, non riesco ad arrendermi a questo rifiuto di
responsabilita”’. Lo dice il ministro della Difesa, Arturo Parisi,
rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, il quale
ha affermato che ”se non fossimo stati certi che il decreto
sull’Afghanistan sarebbe stato approvato, avremmo votato in maniera
differente”.
Vigna di Valle
(Roma) – “Al momento non abbiamo elementi che ci spingono a
modificare i caveat per i nostri militari e quindi sono automaticamente
confermati. Se dovessero cambiare degli elementi li valuteremo, ma al
momento non riteniamo di modificarli”.
Mi ero illuso. Speravo
in un ripensamento.
Contro ogni ragione una parte importante della Cdl si è sottratta
all’impegno comune di sostenere assieme i nostri militari. Se mi
facessi guidare da un’ottica di parte potrei compiacermi delle
divisioni della Cdl. Sarebbe un sentimento meschino. I nostri militari
hanno il diritto di sentire alle loro spalle un Paese unito. Noi
abbiamo il dovere almeno su un tema come questo di governare le nostre
divisioni e di costruire questa unità.
Roma – Il
ministro della difesa, Arturo Parisi, appresa la notizia della morte di
Beniamino Andreatta (gia’ ministro della difesa della), ha inviato alla
signora Giana, ai figli Tomaso, Eleonora, Filippo ed Erica il
seguente telegramma: “La scomparsa di Beniamino Andreatta rappresenta una
perdita gravissima per l’Italia. La sua umanita’, la sua mente, la sua
visione ci ha guidati e continuera’ a guidarci nella politica, nella ricerca,
nella riflessione culturale al servizio della Repubblica. Il suo insegnamento
lascia un segno profondo nella storia del nostro Paese ed un ricordo
indelebile in quanti ebbero il privilegio di stare al suo fianco. A
nome delle Forze Armate e mio personale desidero esprimere, in questa
triste circostanza, il mio profondo dolore e affettuosa vicinanza”.
Nel momento in cui Daniele Mastrogiacomo lascia il suolo afghano per essere finalmente restituito alla libertà e agli affetti voglio esprimere tutta la mia soddisfazione personale e la partecipazione alla gioia della sua famiglia, dei suoi colleghi e amici, anche se non ci è possibile riuscire a disgiungere purtroppo questa gioia dal cordoglio per la morte del suo collaboratore afghano barbaramente assassinato.
“Sospesa”, non abolita. Come negli Usa dopo la fine della guerra del Vietnam, sotto la spinta della scelta pacifista di una generazione segnata dagli eventi bellici. Questo al momento lo stato giudirico del servizio di leva obbligatoria.
“Non esco dal comitato referendario e non faro’ rinviare il referendum”. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, intervistato a ‘R retroscena’, in onda sabato su LA7, annuncia di non aver alcuna intenzione di lasciare il comitato promotore del referendum elettorale.
L’auspicio del ministro della Difesa Arturo Parisi e’ che alle prossime elezioni non si ripeta un duello tra Prodi e Berlusconi: ”Mi auguro di no. Sicuramente sul fronte di Berlusconi, ma anche su quello di Prodi. Io credo infatti che il paese abbia bisogno di un rinnovamento. Se dovesse riproporsi per la terza volta la stessa situazione, vuol dire che non avremmo fatto troppa strada”.