Una scelta operata nel chiuso delle segreterie. Parisi boccia il metodo
della candidatura Veltroni. E si dice pronto, se nessun altro si farà
avanti, a corregli contro.
Per l’anagrafe non e’ piu’ un ragazzino:”di anni -ormai-dice ne ho 66″, ma come uomo pubblico e’ senz’altro giovane ,visto che il salto dall’univesita’ alla politica risale a poco piu’ di dieci anni fa. Da allora, dal 1995, Arturo Parisi di strada ne ha fatta: primo e piu’ fidato consigliere di Romano Prodi…
”La scommessa che si e’ aperta e’ la costruzione di un partito che sceglie
un leader e non di un leader che sceglie il partito”. Cosi’ il ministro della
Difesa, Arturo Parisi, a margine di una audizione alle commissioni congiunte
Esteri e Difesa della Camera, ha commentato il prossimo annuncio della
candidatura di Walter Veltroni come leader del Partito democratico
Roma – ”Personalmente ritengo che noi abbiamo bisogno di un partito. Che la
scommessa che si e’aperta e’ quella della costruzione di un partito che
sceglieun leader e non di un leader che sceglie un partito”.
” Sono contento del ritorno di Emergency in Afghanistan”
Lo dichiara il ministro della difesa Arturo Parisi commentando la riapertura
dell’ospedale di Kabul.
“Ho visto con i miei occhi il prezioso
servizio che Gino Strada e le persone accanto a lui offrono alla popolazione
afgana e so quanto è importante la presenza dell’ospedale a Kabul.
Roma – Alle primarie del 14 ottobre per il Pd ogni lista deve essere
collegata a un solo candidato. Arturo Parisi spiega cosi’ il suo ‘no’
all’ipotesi di regole che consentano il collegamento di piu’ liste allo
stesso candidato, come sembra poter avvenire per Walter Veltroni.
Roma – Lei a suo tempo disse che se ci fosse stato un solo candidato, si
sarebbe candidato a segretario. Resta della stessa idea anche ora che candidato
unico sembra restare Veltroni verso il quale a suo tempo lei manifesto’ la
sua simpatia?
Le informazioni finora in nostro possesso ci dicevano che le
perdite civili afghane che alcuni definiscono danni collaterali e che io
considero invece come se fossero perdite nostre facessero capo ad iniziative
autonome della coalizione a guida Usa non coordinate con quelle dell’Isaf.
Ho sempre manifestato tutto il mio
rammarico per l’aver perso Mussi come interlocutore immediato nella
costruzione del Partito Democratico. Le sue parole di oggi aumentano il mio
dispiacere per il dialogo interrotto ma alimentano allo stesso tempo la mia
speranza di riincontrarci non solo nella prossima riunione del consiglio dei
ministri
Avevamo immaginato un percorso che consentisse agli elettori di
scegliere in modo nuovo il segretario nuovo di un partito nuovo. Non vorrei
che tornassimo all’antico con un candidato unico pensato come unico proprio
per sottrarre la scelta ai cittadini rendendola oggettivamente inutile.