«Abbiamo camminato insieme per 15 anni. Ed abbiamo camminato in avanti. E, pensando anche a quando ero Ministro della Difesa, aggiungo, non è stata una passeggiata. Ma abbiamo camminato insieme».
Son sicuro che quando Fini sottolinea la necessità che le riforme istituzionali si facciano insieme all’opposizione non si riferisce al solo caso nel quale sono le regole costituzionali a richiedere una maggioranza qualificata.
“Mi dispiace dissentire da Fassino. Ma perchè si possa aprire un dialogo sulle riforme non basta che la maggioranza cambi solo i toni. Come trattare infatti sul federalismo senza rinnegare in modo chiaro e forte i ripetuti oltraggi alla unità della Repubblica e le rinnovate minacce separatiste?”
Togliere anche alle europee ai cittadini la possibilità di scegliere i
propri rappresentanti? Non basta aver tolto ai cittadini la possibilità
di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento?
Se avessi avuto il tempo e l’occasione per partecipare all’ulteriore seminario di studi che oggi D’Alema promuove sulle Riforme per dare anche all’Italia “Una moderna democrazia europea” ci sarei andato per sentire un intervento solo: quello di Veltroni.
Ho già detto che il pieno delle piazze è anche l’esito del vuoto della democrazia di partito. Noi abbiamo il dovere di distinguere gli aggettivi dai sostantivi, le risposte dei comici dalle domande politiche dei cittadini e soprattutto il peso delle parole dal peso dei fatti che ci stavano imponendo in Parlamento.
Signor Presidente della Camera, mi rivolgo a Lei, ma è al Presidente del Consiglio che intendo parlare. Non vi è infatti nessuno che in Italia non sappia che la norma di cui stiamo discutendo è una norma ad personam.
Vedo che a proposito della azione dei nostri militari in Afghanistan il
ministro Frattini ripete alcune affermazioni attribuite in passato al
Ministro La Russa, e poi, anche a seguito di una mia precisazione, da
lui meglio chiarite.
Arturo Parisi non si fa illusioni. «Nell’immediato ho paura che il Pd farà finta di non comprendere il messaggio profondo della manifestazione di piazza Navona.»
La
rabbia, anche se una rabbia serena, era quella di chi vede che quindici
anni sono passati invano e che siamo tornati da capo ma nessuno gli
dice come riprendere il cammino.