Care amiche, cari amici, siamo oggi qui per continuare. Siamo oggi qui per iniziare. Ancora una volta per iniziare. Non siamo qua venuti in nome di un passato. Non un passato prossimo, non un passato remoto. Non in nome dei nomi che abbiamo ereditato dall’800. Ma neppure in nome dei nomi nei quali ci siamo volta a volta riconosciuti in questi lunghi sedici anni di transizione aperti nel mondo e nel nostro paese dagli eventi del 1989.
“Dal punto di vista procedurale Bertinotti ha delle ragioni, naturalmente all’indomani delle primarie la situazione sara’ differente”.
ROMA – ”Esiste una domanda da parte di cittadini che hanno smesso di riconoscersi nei partiti, ma vogliono far parte del centrosinistra
“Un bellissimo trigesimo, il piu’ bello, esattamente trenta giorni fa eravamo, a quest’ora, a terra, adesso se non siamo in piedi,
”Dobbiamo difendere con rigore il modello che nello statuto chiama la Margherita ad essere un partito di partecipanti,
Roma – ‘Oltre la gelata, un nuovo inizio per l’Ulivo’. Nel titolo c’e’ gia’ riassunto lo spirito con cui gli ulivisti si sono dati appuntamento per sabato, dalle 10 in poi, all’Hotel Radisson Sas di Roma. L’iniziativa e’ organizzata dalla componente di opposizione della Margherita ma e’ aperto agli ulivisti di tutti i partiti del […]
ROMA – ”Il fatto che Calderoli, un ministro che fa parte della stessa delegazione di partito del titolare dell’azione ispettiva, presenti un esposto del genere, conferma il nostro allarme e la nostra denuncia per lo stato delle istituzioni”: e’ il commento di Arturo Parisi, presidente dell’assemblea federale della Margherita
”Una comunicazione misurata segnata dalla intenzione dichiarata di cercare la risposta al terrorismo nel quadro delle norme ordinarie”.
“Misurare le parole. Guerra, guerriglia e terrorismo sono cose completamente diverse. Partiti per una guerra al terrorismo in casa d’altri siamo finiti indifesi dal terrorismo in casa nostra”. Lo afferma Arturo Parisi, presidente dell’assemblea federale della Margherita.
“Ho l’impressione che il desiderio di lasciare nei documenti parlamentari la prova delle differenze interne all’Unione sulla questione irakena abbia in mente più le sempre presenti
elezioni che il governo futuro”.