”Tutto quello che avevo da dire l’ho già detto e, nel corso di questi
mesi, ripetuto piu’ volte con le stesse parole. Tutto quello che ho
detto è scritto, scritto in atti ufficiali. Il presidente Prodi ha
ritenuto che il tempo fosse scaduto ed ha deciso per tutti”.
“Il Presidente ha deciso per tutti: la vicenda è definita nella sua essenzialità”.
Le polemiche sulle diverse interpretazioni?
«lo peso le parole. Quel che avevo da dire l’ho detto, quel che dovevo scrivere l’ho scritto. Forse qualcuno non è abituato ad un approccio filologico. E invece è tutto sotto la luce del sole».
Il ministro della Difesa di rientro dal Cairo: “C´è chi non è d´accordo e chi non vuole proprio sentire”.
Parisi risponde alla sinistra radicale e critica il “dualismo” della Cdl.
“E’ l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra ma accetta di difendere la pace nell’ambito di organismi internazionali. Anche con le armi, quando è necessario”
«Per valutare la situazione afghana bisogna sempre guardare il punto di partenza. Senza dimenticare nulla degli enormi problemi ancora esistenti, potrebbe capitare di chiederci come mai è stato fatto così tanto in così poco tempo. Quello che non possiamo dimenticare è comunque che siamo inseriti in un’alleanza, e quindi non è disponibile al Paese quella strategia di uscita solitaria e unilaterale che qualcuno ogni tanto ripropone».
Parisi pessimista: “Il modello Flm di Fassino è una formula datata e fallimentare. La Margherita si sciolga al congresso oppure è meglio rivolgersi ai cittadini”.
Si aspetterebbe “chiarezza, nitidezza, entusiasmo”. E invece vede
“espedienti e invenzioni verbali”,…
Il Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo PARISI, in rientro dall’Iraq
dove ieri aveva partecipato alla cerimonia dell”’ammainabandiera” in
occasione del termine della missione ”Antica Babilonia”, porge al
Presidente del Consiglio, Romano PRODI, la Bandiera del Contingente
militare italiano impiegato a Nasiriyah dal 7 giugno 2003 al 1°
dicembre 2006.
‘Il nostro contingente rientra in patria per ottemperare ad un
esplicito mandato ricevuto dai cittadini italiani e suggellato, su
proposta del governo, dal parlamento nella sua quasi totalità