il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare, con la sua
presenza, il grande significato che ha assunto, per la nostra Nazione,
la data dell’8 settembre, il giorno dell’armistizio e dell’inizio di
una serie di eventi, drammatici e allo stesso tempo esaltanti, che
avrebbero segnato il cammino dell’Italia verso la riconquista della
libertà e l’avvento della democrazia.
Fermezza e cautela. Parisi,intervenendo alle commissioni Esteri e
Difesa della Camera che esaminano il decreto legge sulla missione
militare in Libano,parla del mandato affidato ai nostri soldati.
Nel nostro contingente in Afghanistan sono presenti forze speciali “ma
hanno un mandato normale, lo stesso che impegna il contingente”.
“La possibile difesa dei soldati scatta in ogni momento.
Se i militari italiani impegnati nella missione ‘Unifil 2’ dovessero
incontrare un gruppo di miliziani hezbollah armati cosa dovrebbero fare?
In Iran ”la situazione e’ complessa, ma proprio per questo deve essere affrontata con prudenza”.
Ogni intervento del contingente Unifil ”e’ in sostegno all’azione delle forze armate libanesi e non in sostituzione dello Stato e delle forze militari libanesi”.
”L’obiettivo e’ di arrivare a 5 mila unita’ nell’arco di 10 giorni. Israele ha posto questa condizione per lasciare il sud del Libano”.
Il contingente militare italiano impegnato in Afghanistan e’ stato rinforzato recentemente con l’invio di forze speciali.
La missione in Libano corrisponde al ”Dna della Repubblica, l’impegno al peacekeeping”.