”Ieri il segretario Veltroni, introducendo per la prima volta la categoria della sconfitta all’interno del dibattito politico, ha sentito il dovere, che io ho riconosciuto anche come coraggio, di porre il problema cosi’ come previsto nello statuto, cioe’ come di chi rimette il proprio mandato chiedendo un rinnovo di fiducia ma tuttavia sottoponendolo a un voto dell’assemblea costituente, del congresso e poi degli elettori nel piu’ ampio formato qual e’ quello delle primarie”.
”Fassino e Rutelli vicepresidenti delle Camere? E’ la prima volta che lo sento”. Cosi’ l’ex ministro Arturo Parisi replica ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle voci che danno gli ex segretari Ds e Dl ai vertici delle istituzioni parlamentari.
“Dobbiamo guardare al futuro partendo dal presente, e’ sbagliato se le candidature sono scelte in base al ruolo e all’appartenenza che hanno avuto in passato”.
”Spero e credo che quello che si e’aperto sia un dibattito reale e vero. Il rilievo dellasconfitta ci costringe infatti a quel confronto politico chee’ stato escluso dalle primarie e dalle due riunionidell’assemblea costituente eletta allora dai cittadini”.
L’attentato di ieri a Kabul durante una parata militare, al quale e’ scampato lo stesso presidente Karzai, e’ stata ”un’aggressione circoscritta, occasionale”, che non indurra’ certo gli italiani ad ”uscire a mani in alto”.
Una sconfitta onorevole per il Pd ma una disfatta per il centrosinistra, ovvero per quella sua creatura chiamata Unione. Il ministro della difesa Arturo Parisi, l’ideatore dell’Ulivo, non spara contro Veltroni ma chiede una correzione della linea politica e un nuovo slancio nel ricambio generazionale della dirigenza del Pd.
Il ministro della Difesa Arturo Parisi ha dato mandato ai propri legali di verificare se esistono gli estremi per querelare Il Riformista.
La strategia di Veltroni non lo ha convinto fin dall’inizio e non ne ha mai fatto mistero. Il ministro della Difesa Arturo Parisi, però, non cavalca la delusione da sconfitta, la frustrazione di una buona parte del Pd. Anzi, riconosce al segretario uno straordinario impegno.
”Ho troppo rispetto del ruolo dell’
informazione e del giornalismo per fare finta
di nulla”. Lo afferma il ministro della
Difesa,
Arturo Parisi.
In Libano non ci sono regole d’ingaggio distinte per i soldati italiani
e quelli degli altri Paesi, ma regole d’ingaggio che valgono per tutti
i militari della missione Unifil delle Nazioni Unite;