‘Una relazione di qualita’: ricca e ordinata, direi completa che merita
e chiede di essere riletta, approfondita e dibattuta. Non riconosco
tuttavia alla sua base il riconoscimento della gravita’ e della durezza
della sconfitta subita dalla linea politica che abbiamo finora
seguito’.
Oggi è il giorno delle parole e dei propositi. Potrei dire che le
parole non dette sono molte. Preferisco riconoscere che le parole dette
sono state scelte con accortezza.
Non e’ ancora definita la partecipazione
del Pd al Comitato parlamentare di controllo sui
servizi di informazione e sicurezza e l’ex ministro
della Difesa Arturo Parisi apprezza che Francesco
Rutelli abbia precisato di non aver preso parte a
riunioni in proposito.
«Il dibattito interno cercherà le sue strade e i
suoi luoghi. Non siamo in un regime totalitario: quei partiti avevano una forza
tale per cui l’esclusione dalle loro strutture significava esclusione dalla
politica»
Il nuovo coordinamento del Pd è “monocolore” e questo significa che chi
non vi si riconosce “dovrà trovare altri modi per far sentire la
propria voce”. Arturo Parisi commenta così i nuovi organismi dirigenti
del Pd.
“Quando Veltroni propose per la prima volta l’idea, dissi che sarebbe
stato bene impegnare in questo organo energie nuove e possibilmente più
giovani per offrire anche ad altri la possibilità di mettersi alla
prova e di crescere”.
Per ora la trattativa tra i due schieramenti è rimasta sotto traccia, ma tra pochi giorni sarà ufficializzata: il nuovo presidente del Copapsi (Comitato parlamentare del controllo sui servizi) sarà il ministro della Difesa uscente Arturo Parisi.
Come fara’ Umberto Bossi a giurare, da ministro, onore e fedelta’ alla
Repubblica se prima non avra’ ”pubblicamente ritrattato le
dichiarazioni antitaliane che ha appena rinnovato?”. Se lo chiede
Arturo Parisi, ministro uscente della Difesa, che fa riferimento al
richiamo del Senatur alla ”bandiera padana”.
Parisi spiega come immagina la riflessione interna dopo la batosta elettorale: “Penso a un dibattito approfondito che si concluda con una decisione ampiamente partecipata”.
Fassino e Rutelli rispettivamente vicepresidenti della Camera e del Senato per il Pd? “E’ una cosa che sento adesso per la prima volta”,