Caro Direttore, Panebianco scrive sul Corriere di ieri che “La
manifestazione dell’8 luglio avrà Berlusconi come nemico ufficiale e
Veltroni come nemico vero”. Di certo una cosa esagerata, ma non del
tutto infondata.
Anche se modi e toni mi è impediscono di essere tra i promotori della
manifestazione ne condivido gli scopi”. Dice il professore Arturo
Parisi, parlamentare ulivista del Pd.
Interpellato su cosa pensasse della ultima intervista nella quale
Bettini sembrerebbe aver proposto una alleanza dall’Udc a Rifondazione,
il professor Arturo Parisi preferisce l’ironia.
Sulla manifestazione dell’8 non posso dire e ripetere quello che ho già detto. Che ne riconosco l’opportunità e la tempestività e soprattutto che mi riconosco che nei suoi obiettivi di fondo.
La direzione del Partito democratico precedentemente convocata per il 7 luglio slitta a giovedi’ 10 luglio. Lo ha detto Arturo Parisi nel corso di una conferenza stampa.
“La sottoscrizione di Veltroni della lettera con Casini una scelta di campo rispetto a Di Pietro? Lo escludo!”.
‘Come membro dell’assemblea intendo fare appello ai membri dell’assemblea affinche’ difendano la sopravvivenza del partito contro le decisioni che hanno trasferito le sue funzioni a questo mini-organo che nulla ha a che fare con lo spirito del percorso delle primarie avviato lo scorso anno’.
‘Mi associo al sollievo e alla gioia diffusa per la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri ostaggi che erano nelle mani delle Farc da troppo tempo.’
“Io e Gad Lerner non abbiamo accettato la nomina in Direzione, un mini-organismo formato per correnti e nominato da 10 capicorrente. Per la verità ci sono otto capi corrente più due mezzi capi e lascio immaginare i nomi…”.
“Noi ci siamo battuti contro la sua approvazione e poi per la abrogazione del famigerato Porcellum con le armi a nostra disposizione: il referendum abrogativo (promosso da Guzzetta e Segni). Per questo continueremo a batterci.”