Leggo che di fronte alla tempesta elettorale e
giudiziaria che attraversa il partito, il Segretario Veltroni avrebbe dichiarato che: “Ogni volta che
il vecchio si aggrappa ai nostri piedi noi paghiamo un prezzo. Quando
invece il Pd é il Pd, i risultati sono venuti”.
Non conoscendo né lo svedese né il fiammingo non mi é
chiaro cosa si nasconda dietro il sistema svedese e neppure dietro
quello belga sui quali potrebbe trovarsi un accordo tra il Pdl e il Pd
a proposito della legge elettorale europea.
“Quello che i dirigenti del Pd non
riescono a capire é che Di Pietro é, per cosi dire, il principale
beneficiario e uno dei destinatari dei flussi provenineti dal Pd, non
certo la causa della sua crisi e neppure il destinatario esclusivo
delle sue perdite.”
Alle
primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd hanno votato quasi
25 mila persone. C’è chi parla di scarsa partecipazione mentre il
partito a Bologna parla di grande successo.
“Berlusconi
é un pericolo. Ma a preoccuparci é ancor piu é il Berlusconismo che non
si ferma purtroppo al Pdl. Spesso con la scusa di combattere Berlusconi
si adottano modi e forme organizzative del Berlusconismo.
Concludendo
nel pomeriggio a Milano un incontro politico di dirigenti del Pd
impegnati contro il Lodo Alfano, Arturo Parisi, leader dei Democratici
per la Democrazia é tornato sul pericolo costituito dal Berlusconismo.
Prodiano?
Ma neanche per idea. Dalemiano? Su, non scherziamo. Veltroniano? Che
eresia, plese. Lui è semplicemente, solidamente e stoicamente parisiano,
stop.
“Gli episodi a noi di fronte sono tra loro molto
diversi e come tali vanno considerati. Pur distinti dal punto di vista
oggettivo, non soprende tuttavia che dal punto di vista oggettivo di
chi li osserva possano essere considerati e raccontati come espressione
di un fenomeno unitario.”
Mentre
l’eventuale lettore mattutino legge questa nota, da qualche parte della
sede centrale del Pd é riunito un caminetto che dovrebbe definire la
posizione del partito circa la sua collocazione politica in Europa.