Non si puo costruire un partito forte attorno ad una
somma di debolezze, di linea, di organizzazione di leadership. Lo
afferma Arturo Parisi, leader dei Democratici per la Democrazia nel Pd
durante un incontro a Bologna.
Caro Direttore,
nel ringraziarla per l’attenzione al mio commento sull’impietoso
giudizio del presidente Dellai a proposito del mio partito,
vorrei precisare che né lui né io ci saremmo permessi di definire
il Pd come “uno dei partitini del centrosinistra”.
L’intervista rilasciata oggi al quotidiano “l’Adige”
dal presidente Dellai conferma il fatto che nell’unica elezione che il
Pd ha tentato di rivendicare come una sua vittoria, piú che il
vincitore é stato del vero vincitore null’altro che un alleato”.
Per Lorenzo Dellai il progetto di Partito democratico
all’americana sognato da Walter Veltroni, che supera le ideologie del
Novecento fondendo insieme le culture degli ex comunisti e degli ex Dc
è già fallito.
Troppe
sono le forzature grazie alle quali Berlusconi ha trasformato il nostro
sogno di una democrazia governante nel suo esatto opposto. Non
permetteremo ora a Berlusconi di completare l’opera trasformando un
Presidenzialismo costituzionale in una nuova forma di dispotismo”.
Come era stato previsto la sfida alla conta non é
stata raccolta, perché la conta in un organo privo di una vera
legittimazione democratica é impossibile.
Nonostante i casi giudiziari di questi giorni vedano
coinvolti soprattutto esponenti del Pd, la questione morale non
riguarda solo la sinistra ma sembra legata a un progressivo scollamento
tra una dimensione etico-civica e l’attività politica quotidianamente
esercitata. Perché?
“Speravo che le convergenti dichiarazioni di Gaetano Quagliariello, plenipotenziario di Berlusconi, e di Antonello Soro a nome del Pd, ieri anticipate dalle agenzie e oggi pubblicate da Panorama a proposito della legge elettorale europea fossero smentite con nettezza”.
Come se non bastassero le notizie di illegalitá che
giungono dalla periferia del Pd, vedo che per la Direzione di domani
Fioroni annuncia alcuni piccoli ritocchi allo Statuto
del partito.
“Se c’è una cosa alla quale non riesco ad arrendermi
é l’idea che il voto delle Europee sia il nostro vero congresso. É
questa infatti la posta della scommessa non dichiarata tra Veltroni e i
suoi cosiddetti “anonimi oppositori”.