Ben altri sarebbero dovuti essere essere i numeri dei quali oggi avremmo dovuto discutere. Il 17 settembre
era infatti da tempo atteso come il giorno nel quale, a partire dalla
proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali a partire
dalle relazioni della Commissione elettorale indipendente (IEC) e della
Commissione per i reclami elettorali (ECC), avremmo dovuto valutare col
dovuto rigore lo stato di avanzamento del nostro lavoro, l’avanzamento
o il ritardo nel radicamento della nuova democrazia afghana.
Incredibile!
Invitato ad un confronto con gli altri candidati per consentire agli
iscritti un giudizio a ragion veduta leggo che Bersani avrebbe rinviato
tutto…
La verità è che questo è tutto tranne quello che dovrebbe essere un
congresso, una scelta collettiva presa dopo un contradditorio aperto
tra diverse idee di futuro.
L’Afghanistan è solo un esempio delle contraddizioni che vanno crescendo all’interno della maggioranza.
Se le notizie sulla partecipazione al voto finora diffuse fossero confermate, esse dimostrerebbero che questa volta a perdere la
scommessa sono stati i talebani.
‘Impegnato com’e’ a insegnare la
storia ai bagnanti d’agosto, Bossi dimentica troppo spesso di
rileggerla’.
Vedo che il Ministro Frattini, traendo spunto da alcuni episodi
circoscritti che hanno evidenziato la difficoltà di disciplinare le
missioni militari all’estero nel quadro dell’attuale codice militare di
pace, arriva ad ipotizzare, una
legge costituzionale o una integrazione dell’art.11 della Costituzione.
Con la presentazione delle candidature alle segreterie regionali del
Partito democratico, si conclude la fase di definizione delle proposte
per il futuro del Partito e del Paese.
“La scelta che conta veramente e’ quella del 25
ottobre, quella che abbiamo messo nelle mani degli elettori
democratici. Fino a quel momento staro’ a fianco di chi vuol
votare a ragione veduta chiedendosi fino alla fine ‘se’,
‘perche’, e ‘per chi votare'”.