Rispondendo ad una interrogazione urgente avanzata all’inizio del mese
sulle elezione afghane da parte dell’ex ministro Arturo Parisi assieme
ad altri deputati del Pd, il governo e’ intervenuto oggi alla
commissione esteri sulle elezioni afghane.
Meno cinque. Tra poco piu’ di cento ore questa sequenza di conte, di
sostenitori “a prescindere”, di tessere, di voti, di delegati, di
elettori che e’ stata contrabbandata per un congresso, sara’ finita.
Informato, di ritorno dalla Ucraina dove era per un seminario sulla
sicurezza promosso dalla Assemblea Parlamentare Nato della quale e’
componente, anche l’ex Ministro Parisi…
Lei voterà alle primarie del 25 ottobre? “Si, a votare andro’ sicuramente. Mi sono battuto da sempre per la
democrazia dei cittadini, che affida direttamente agli elettori, almeno
le decisioni piu’ importanti.”
Il segretario del mio partito, l’onorevole Franceschini, scopre che la
onorevole Binetti e’ un problema per il Pd, per il fatto di aver votato
diversamente dal gruppo su un provvedimento anti-omofobia.
“Avevo già la valigia in mano, poi ho letto
D’Alema…”. Tra le sedie vuote dei leader, oggi alla Convenzione nazionale del Pd, ci sarà quella di Arturo Parisi.
Alla
fine di una giornata nella quale ho seguito la Convenzione Nazionale
del mio partito grazie ai servizi di Radio Radicale, posso solo dire,
ripetere, gridare quello che avevo detto ieri.
“Allucinante! E’ vero che Bossi ci ha abituato a tutto. Ma, mi chiedo,
possiamo anche questa volta far finta di non avere sentito?”
Ha ragione Massimo D’Alema. Dobbiamo utilizzare questi giorni per un confronto civile sui problemi del Paese.
E’ un ‘grande
giorno per l’Europa grazie agli irlandesi che hanno detto un enorme
si” al trattato di Lisbona.