Altri patti appartengono alla fantasia di chi li racconta
(a proposito di un articolo comparso oggi sul Corriere della Sera).
“E’ la conferma di una domanda che sentiamo presente tra la gente, una domanda di Ulivo”.
Un governo debole, in balia delle spinte contrapposte dei vari partner di coalizione; un esecutivo che, sottoposto ai passaggi stretti imposti dal ciclo economico e dallo stato dei conti pubblici, finisce per cadere alla prima finanziaria dopo le elezioni.
”Cio’ che e’ sicuro, come annunciato da mesi, e’ che andro’ a votare. Mi astengo tuttavia dal dichiarare pubblicamente il mio voto.
Caro Direttore, leggo come al solito con interesse la produzione quotidiana del Caldarola pensiero.
Come è possibile che Marini pensi che possiamo assistere inerti mentre lui lavora perchè il partito si allontani ogni giorno di più dal suo patto fondativo?
“Non riusciamo ad arrenderci che la Margherita diventi uno strumento di divisione”.
“Noi non ci rassegniamo. La Margherita ha preso quella decisione, solenne, che chiama il partito alla piu’ grande marcia indietro”.
Finora fa parte solo del chiacchiericcio, ma se la leadership di Romano Prodi dovesse essere una questione “posta ufficialmente in una sede formale, non potremmo non coinvolgere i cittadini”.
I tempi devono essere brevi