2222
8 Febbraio 2009

«Scontro tra due violenze, vincerà la più forte»

MILANO — «Mi fa schifo».
Emanuele Severino è uno dei maggiori pensatori contemporanei. Ha il
linguaggio dei filosofi: denso, arguto (a volte oscuro). «Mi fa schifo»
è un’espressione che suona stonata. Eppure ora la usa: «Non ho dubbi,
appena posso farò il testamento biologico in cui rifiuto tutto Hangul below for Mac. Ma si
tratta di vedere se la mia volontà riuscirà a iscriversi in una
legislazione che la rispetti. Mi fa schifo pensarmi in una situazione
in cui non posso nutrirmi da solo, in cui non posso pensare».

Ha chiaro da che parte stare. Una
legge giusta, sul tema della fine della vita, sarebbe dunque quella che
riconosce il diritto a scegliere Microsoft Office 2007 free download?

«Non è così semplice» e,
chiusa la parentesi privata, Severino comincia a parlare di filosofia.
«Quello che vedo è lo scontro tra due forme di violenza. Le intenzioni
possono essere le migliori, anzi diamolo per scontato, ma la sostanza
non cambia: da una parte c’è la Chiesa, e il governo la segue, che
intende difendere la vita umana ad ogni costo, impedendo precedenti
pericolosi; dall’altra le istanze laiche 12 of Abyss. Anche se non intenzionali,
sono comunque due forme contrapposte di fede».

È uno scontro ideologico, aspro, ma ancora nei termini della legalità. Perché parla di violenza?
«Né
una parte né l’altra dispongono di verità assoluta. Il problema si può
impostare così: è bene che si sospenda la vita di questa donna My Love My Bride? Ma che
cosa significa “bene”: la nostra cultura è in grado di dire che cos’è
“bene”? E poi: è giusto sospendere questa vita? Ma daccapo: la nostra
cultura è in grado di indicare il vero senso della giustizia? Certo è
più visibile il desiderio di alcuni di mostrare la propria adesione
agli insegnamenti della Chiesa, che non il significato di bene e
giustizia 웹 스퀘어 다운로드. Come pure è più visibile la volontà di mostrare il proprio
dissenso. In questa situazione, anche se può sembrare cinico, l’esito
non può essere dato che dal prevalere di una parte sull’altra».

È una visione cupa. Ma in un modo o nell’altro dovremo pure uscirne.
«Per
ora dobbiamo rassegnarci a quello che è sempre successo: che è stata
chiamata verità, giustizia, legge la forza vincente movie log. Per cui è patetico
invocare un bene assoluto. Oggi la cultura dominante non è in grado di
risolvere questi problemi. Si risolvono in modo pratico, politico».

E la politica ha fallito. Dopo il decreto del governo, siamo allo scontro istituzionale.
«È
un braccio di ferro, si tratta di vedere chi è più forte, ma essere più
forte non vuol dire essere più vero, più giusto Ubuntu TeamViewer. D’altra parte quando
si rimproverano i cattolici di imporre le loro convinzioni a chi non è
cattolico ci si dimentica che in democrazia chi ha la maggioranza fa le
leggi. Però sembra più democratica una legge che non impone anche ai
non credenti le convinzioni dei credenti».

Torniamo al caso di Eluana, c’è il problema della volontà presunta Download the billboard. Cosa ne pensa?
«Il padre di Eluana sostiene che la figlia non avrebbe mai sopportato una vita come quella di ora».

Ma — obietta qualcuno — non si può sapere se questo è ancora il volere di Eluana.
«Mi
sembra una gigantesca contraddizione. Se infatti si è d’accordo sul
fatto che a Eluana la coscienza è venuta a mancare, non si può dire
quale sarebbe oggi la sua intenzione, appunto perché lei non è più
cosciente 건담 더블오 1기 다운로드. Quindi non ha intenzioni. Tutte queste considerazioni — ha o
non ha coscienza, cosa sente, cosa prova — sono ipotesi. È con questo
che abbiamo a che fare: solo ipotesi. Vedo molti atteggiamenti
tartufeschi in questa vicenda. Che ci siano persone attaccate ai
principi lo credo, ma che ci siano persone così grondanti amore per
Eluana lo metterei in dubbio Photoshop material. A contare, qui, è piuttosto la volontà
che la vita pubblica sia regolata in una certa direzione».