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8 Giugno 2010

I CACCIAMBOMBARDIERI SONO DELLA REPUBBLICA NON DI LA RUSSA

Autore: Alessadro da Rold
Fonte: Il Riformista

Partito Democratico e tagli agli armamenti delle Forze Armate. Con
ricadute sui fondi destinati dal governo al ministero della Difesa.
Ne ha fatto una bandiera l’Unità di Conchita De Gregorio, che
domenica ci ha costruito la prima pagina del quotidiano, con un ampio articolo dedicato alla
vendita “dei caccia bombardieri di La Russa” 커스텀소녀 패치 다운로드. Il Pd, infatti, avrebbe una
proposta da presentare in commissione al Senato, per arginare
questa “roba da guerra fredda o da Vietnam”, con l’obiettivo di
tagliare quei “15 miliardi” che saranno stanziati da qui al 2026
per caccia bombardieri, sommergibili e 
sistemi di digitalizzazione
per le forze armate da sbarco 비커즈 다운로드. Il giornale fondato da Antonio
Gramsci, insiste sulle cifre “stratosferiche stanziate” da questo
governo di centrodestra, dimenticando, però, ciò che portò avanti il precedente di centrosinistra 안드로이드 동영상 스트리밍 다운로드. E l’ex titolare del dicastero della
Difesa si sente in parte tirato in causa. “Prima di proporre di
disarmare il 
paese sarebbe meglio discuterne all’interno del
partito”, chiosa a proposito Arturo Parisi, ex ministro della
Difesa del governo Prodi, già allievo della Scuola Militare
Nunziatella di Napoli, che appunto da un Parisi fu fondata, il
Generale Giuseppe Parisi, Ministro per la Guerra e Capo di Stato
Maggiore dell’Esercito delle Due Sicilie ai tempi di Napoleone
Bonaparte 가족의 탄생 다운로드. “Qui non stiamo parlando dei cacciabombardieri di La Russa”, insiste Parisi, “qui stiamo parlando dei cacciabombardieri
della Repubblica italiana” Download the Bible. Come fa notare ancora Parisi studente di
Francesco Cossiga nell’Universita’ di Sassari: “è più che giusto
chiedere la trasparenza sulle spese che vanno a carico dei
cittadini, ma vale per tutti 
i settori, dalla scuola fino alla
Cultura” 큐베이스 무료 다운로드. Sul tema della Difesa, “il Partito Democratico non può
non dissociarsi da una linea pregiudiziale e demagogica come quella
ieri annunciata dall’Unità” 호구의 사랑 다운로드. Alla
necessita’ di una Repubblica dotata di un adeguata cultura
militare, Parisi ha dedicato tutto il suo impegno di governo.
“Perchè è evidente che esiste nel Paese una certa incapacità nel
comprendere il ruolo della Difesa –spiega- Download the diploma form. Messi a scegliere tra
qualsiasi tipo di armamento e il finanziamento di una strada o di
un teatro pochi sarebbero disposti a riconoscere l’urgenza e la necessita’ del primo internet images. Troppi sono infatti quelli che pensano che la
guerra sia uscita definitivamente dal nostro orizzonte. Ma cosi’
purtroppo non è”. Fu peraltro proprio il centrosinistra, dal 2006
al 2008, a incrementare (“Tra critiche di alcuni settori della
sinistra” chiosa Parisi) a portare 
in due anni il bilancio della
difesa, distrutto da Tremonti nonostante l’allarme di Martino, da
17,3 miliardi a 21,1 miliardi Download 1 cm of ego. E nello stesso periodo fu il
centrosinistra a raddoppiare gli stanziamenti per i programmi di
armamento che erano scesi fino a 1020,5 milioni. Risorse cresciute “grazie alle scelte dell’intero governo – insiste Parisi -, con l’apporto determinante dell’allora ministro per lo Sviluppo Economico Bersani e dell’Economia Padoa Schioppa”. Difesa e’ certo diverso da
guerra, ma non puo’ certo significare disarmo. “Difesa significa
essere preparati a ogni evenienza e a ogni tipo di aggressione: un
Paese come l’Italia non puo’ mettere la propria difesa nelle mani
dell’amico muscoloso di turno”. Per questo motivo, Parisi sottolinea la necessita’ di “una continuità isituzionale pur nel
variare delle maggioranze politiche”, soprattutto difronte a programmi di
armamenti che per essere realizzati richiedono investimenti a lungo
termine”. A chiedere i tagli alla Difesa sono spesso settori della
sinistra che spingono anche per il ritiro delle truppe del nostro
contingente militare dall’Afghanistan o dall’Iraq. “Ma questi sono
due temi distinti – sottolinea Parisi -. Il pericolo maggiore e’ la
confusione, alimentare un approccio generico nel quale e’ piu’
chiara la volonta’ di tagliare che il perche’”. “Se il populismo e’
la rappresentazione di sentimenti e istinti 
che attraversano il
popolo senza sottoporli a un verifica critica, questo e’ populismo
bello e buono” denuncia l’ex Ministro della Difesa. Se non si resiste a questa deriva demagogica nessuno si meravigli se poi le forze militari finiscono per idenitficarsi con la destra del paese. A dare solidarietà all’impostazione di Parisi, è arrivata Roberta Pinotti,
membro per il Pd in commissione Difesa, che ammette di “condividere
il tema delle spese militari”, proposto dall’ex ministro della
Difesa. Questa settimana la proposta sarà presentata in commissione
al Senato. “La risoluzione che presenteremo – spiega Pinotti –
dovrà avere due direttrici fondamentali: la verifica puntuale e
accuratissima su ogni investimento nel settore Difesa e sulla
congruità dei medesimi con le necessità della funzione; la consapevolezza che la Difesa è uno dei compiti fondamentali dello
Stato, come indicato dalla Costituazione Italiana ed abbia quindi la necessità
di adeguate risorse come ogni altra funzione dello stesso”.