ROMA – «Una riunione assolutamente vera, a differenza di altre che erano state formali. Ma non la considero conclusiva. Abbiamo messo a fuoco gli elementi di differenza. Basta leggere quel che ha detto ieri De Mita al vostro giornale, i suoi no a liste unitarie e primarie».
Concetti ribaditi dall´ex segretario dc nell´ufficio di presidenza della Margherita, presidente Bordon?
«Sì, ma non è stato certo il suo il leit motiv della discussione. Un confronto che non considero inutile, anche se non è certo conclusivo. La discussione va avanti, in modo serrato, nella direzione».
Presenterete un documento, voi prodiani?
«Dipende da come andrà appunto il dibattito. Da che risposte avremo su alcuni punti chiave. La Margherita deve cambiare passo rispetto alla situazione attuale, reale o percepita che sia, per cui rischia di apparire l´elemento frenante della coalizione. Deve essere il motore trainante della coalizione».
Passi avanti sulle liste unitarie alle regionali?
«Le liste rappresentano solo un passaggio, quel che conta è l´intenzionalità politica. Siamo sempre stati piuttosto freddi di fronte alla logica numerica. Perché è una questione secondaria rispetto ad una convinzione profonda per un processo unitario. E´ ovvio che più liste ci sono e meglio è, ma lo spirito unitario non deve esaurirsi solo in quelle regioni».
Altri segnali di apertura?
«Si è riconosciuta l´esistenza di problemi ma, se devo dire, sul recupero della centralità della Margherita nel processo unitario, la risposta mi pare ancora insufficiente».
E sul sostegno alla leadership di Prodi?
«Anche qui si tratta di passare dalle parole ai fatti, e lo stesso vale anche per le primarie. Una qualche resipiscenza l´ho avvertita. Certo che però senza una netta discontinuità politica la svolta non arriva».
Che cosa chiedete a Rutelli e Marini, l´autocritica?
«Non ho mai amato la categoria dell´autocritica, figurarsi se la chiedo a qualcuno. Non è questione di mea culpa, ma di spiegare anzitutto ai nostri elettori il perché di certi no e poi, di colpo, il ripensamento. Aspettiamo di sentire queste ragioni in direzione».
Sì potrebbe arrivare ad un documento unitario?
«Nessuno ha voglia di iscriversi ad una minoranza. Pensiamo piuttosto che alcune ragioni possano diventare possano diventare maggioranza in tutto il partito, rafforzando la posizione di Prodi. Se non fosse cose, sarebbe una vera tragedia per la nostra Margherita».