11 Novembre 2005
“Un errore non fare il capolista”. Il pressing dei Ds irrita Prodi
Autore: Goffredo De Marchis
Fonte: la Repubblica
ROMA – «Non mi sembra la soluzione migliore, però è una delle cose di cui dobbiamo discutere». Romano Prodi boccia l´idea che Piero Fassino gli ha esposto qualche giorno fa in un incontro a quattr´occhi.
«Forse sarebbe più efficace, caro Romano, se tu non facessi il capolista dell´Ulivo in tutte le circoscrizioni», gli ha detto il segretario dei Ds. Per non dare un´idea berlusconiana della politica, ha spiegato, e per offrire al Paese l´immagine di un centrosinistra che ha una classe dirigente ricca di nomi e di personalità.
A differenza del centrodestra. Ieri i Ds hanno smentito che questo ragionamento fosse contenuto in una lettera inviata da Fassino al Professore, come aveva ventilato il Riformista. Ma il succo non cambia. E Prodi ha avuto l´impressione che il leader della Quercia non parlasse solo per sé, ma che interpretasse anche il pensiero di Francesco Rutelli.
Il presidente della Margherita si vuole tenere fuori della partita, ma in questo caso lui e Fassino sembrano molto più vicini di quanto le ultime vicende siciliane lascino vedere. E ieri, sia la Margherita attraverso l´invito di molti ds al suo “big talk” di fine novembre, sia Fassino con la sua frenata contro le spaccature tra Dl e Ds (anche dopo un colloquio con De Mita a margine del voto sulla ex Cirielli) hanno voluto mostrare una ritrovata sintonia.
Entrambi, Ds e Dl, sono decisi a difendere il ruolo dei partiti nella costruzione della lista unica alla Camera e il modo per rendere palese questo ruolo è avere dei capilista diversi da Prodi. In fondo, 27 circoscrizioni sul proporzionale non sono poche.
Il Professore può presentarsi in molte di queste in cima all´elenco bloccato di nomi, ma poi potrebbe lasciare il posto a Fassino, Rutelli, D´Alema, Marini o De Mita in alcune zone.
Il Professore però è intenzionato a racchiudere nel suo nome il processo unitario ovunque e a combattere Berlusconi con le stesse armi. E non c´è dubbio che il Cavaliere sarà capolista dappertutto con Forza Italia.
Ecco perché Prodi non ha nascosto la sua irritazione per la proposta diessina, teme che i partiti vogliano subito mettere in discussione la novità dell´Ulivo. Anche se ripete a tutti che la nuova legge elettorale pone al centrosinistra altri problemi prima dei capilista.
Il primo è quello che riguarda i partitini. Antonio Di Pietro lo ha sollevato all´ultimo vertice dell´Unione lunedì: «Noi dove andiamo?». Oggi, con l´eccezione di Ulivo, Rifondazione e della Rosa nel pugno, gli altri si chiedono come presentarsi: dai Verdi, a Italia dei Valori, al Pdci, al Cantiere di Occhetto.