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26 Settembre 2005

Scintille con Tremonti, Fazio rientra in Italia. Il ministro dell’Economia, capodelegazione, non gli ha permesso di partecipare al comitato di sviluppo della Banca Mondiale

Fonte: Corriere della Sera

WASHINGTON – Antonio Fazio è rientrato in Italia, da Washington dove si trovava per i lavori del Fondo Monetario Internazionale. La decisione di ripartire è stata presa dal governatore dopo che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha deciso di revocargli la delega a rappresentare l’Italia in seno al comitato di sviluppo della Banca mondiale e ha delegato al suo posto il «ministro degli Esteri» di via XX Settembre, il responsabile per gli affari internazionali del ministero, Ignazio Angeloni. Fonti della Banca mondiale sottolineano che in base allo statuto spetta per l’appunto al ministro delegare il proprio rappresentante, anche se in passato la delega era sempre stata attribuita in automatico al governatore. Per la Banca d’Italia restano a Washington il vice direttore generale, Pierluigi Ciocca, e il funzionario generale, Ignazio Visco, entrambi presenti sabato sera al concerto di gala offerto da Unicredit.


TENSIONE – Fonti diplomatiche riferiscono di un nuovo, teso colloquio tra il governatore e Tremonti, dopo il quale Fazio avrebbe preso la decisione di rientrare. Sabato, Tremonti e Fazio, incrociatisi nella hall di un albergo davanti ad alcuni cronisti, avevano evitato di salutarsi, ma il governatore aveva ribadito ai giornalisti che avrebbe partecipato alla riunione del Development Commitee e che avrebbe distribuito il testo del suo discorso. Poi, la decisione di rientrare. Ma il senatore dell’Udc, Ivo Tarolli, considerato molto vicino al governatore, butta acqua sul fuoco: Fazio è rientrato anticipatamente da Washington «soltanto per una leggera indisposizione fisica», assicura. «Nessuna novità», risponde Tarolli poi così in merito all’ipotesi di prossime comunicazioni (su eventuali dimissioni) da parte di Fazio. Numerose le reazioni del mondo politico: «Gesto doloroso ma inevitabile» ha detto Alemanno commentando la decisione di Tremonti.


PRECISAZIONE – Nel pomeriggio fonti della Banca d’Italia hanno precisato che «il governatore della Banca d’Italia a Washington ha preso parte regolarmente a tutti gli incontri previsti per i governatori, la partecipazione al development committee è potere-dovere dei ministri dell’Economia o del bilancio e degli affari sociali». Agli Annual Meetings del Fondo monetario, il capo della delegazione italiana è il ministro dell’Economia, ma per l’Italia è tradizione, sin dal 1999, che sia il governatore di Bankitalia a rappresentare il Paese presso il Development Committee della Banca Mondiale. Questo anche se l’azionista dell’organismo internazionale è il Tesoro, come nel caso del Fondo monetario.