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22 Novembre 2006

La deriva di un paese

Autore: Franco Venturini
Fonte: Corriere della Sera

Che i nostri militari fossero stati inviati in Libano a presidiare la bocca di un vulcano lo si sapeva già.
Ma si poteva sperare che dopo il conflitto tra Israele e Hezbollah, e ancor più dopo le elezioni americane del mid term, la politica ritrovasse un suo spazio e riuscisse ad affrontare con il dialogo l’insieme delle crisi mediorientali 3ds max 2020 다운로드.
L’assassinio di Pierre Gemayel punta a silurare esattamente questa speranza, imprime una brutale accelerazione alla deriva del Libano verso una nuova guerra civile, e rende così ancor più impegnativa e pericolosa, ma anche più importante, la missione di Unifil II 큐비크리에이터 다운로드.
Gli assassini e i loro mandanti hanno colpito con cura.
Il ministro cristiano Pierre Gemayel era un dichiarato avversario della Siria, e soprattutto apparteneva a una di quelle dinastie politiche che da sempre controllano la scena politica libanese First Term of Sword Art Online. Amin Gemayel, ex presidente, capo della Falange e padre dell’ucciso, ha chiesto preghiere e non vendette.
Ma in un Paese dove nell’ultimo anno e mezzo sono stati compiuti cinque omicidi politici eccellenti la ripresa della guerra tra fazioni non può che apparire minacciosamente vicina wii iso. Tanto più che Hezbollah, uscito rafforzato dallo scontro con Israele, pretende ora la formazione di un governo di unità nazionale che di fatto gli garantirebbe il diritto di veto sulle iniziative del premier Siniora electric lining regulations. Con il risultato di rendere ancor più astratto il suo disarmo (previsto dalla risoluzione Onu 1701), di rafforzare per interposta milizia le influenze siriana e iraniana in Libano, e inevitabilmente anche di predisporre Gerusalemme a una nuova prova di forza Download Alien 3.
Le accuse che hanno subito individuato nella Siria il mandante dell’uccisione di Pierre Gemayel vanno valutate alla luce di questi complessi elementi pcm audio 다운로드. Di sicuro la vittima era un avversario di Damasco.
Di sicuro il presidente siriano Assad ha ogni interesse a proteggere la sua famiglia e a mettere i bastoni tra le ruote del tribunale internazionale che dovrebbe indagare sull’assassinio del premier Rafik Hariri 루나틱돈 다운로드. Ma è anche vero che in queste stesse ore la Siria ha compiuto il gesto distensivo di ristabilire i suoi rapporti con l’Iraq, e che Assad ha tutto da perdere affogando nel sangue la tacita mano tesa che gli viene da Washington 올레뮤직 - 무제한 음악 다운로드. Insanabile propensione al doppio gioco, o forse contrasti di potere a Damasco? Non lo sapremo mai.
Ma non è difficile comprendere, invece, che chi punta alla destabilizzazione interna del mosaico libanese vuole anche bloccare sul nascere un possibile nuovo corso statunitense nella regione vistalizator 다운로드. E vuole altresì dimostrare che l’opzione europea, concretizzatasi nell’invio di contingenti militari nell’ambito di Unifil II e ora in una iniziativa franco-italo- spagnola ancora in fase di maturazione, non è e non sarà in grado di portare alle schiarite politiche auspicate.
L’assassinio di Pierre Gemayel è dunque qualcosa di più di un campanello d’allarme. Con l’America ancora in alto mare nella ricerca di una exit strategy dall’Iraq, con la questione del nucleare iraniano che continua a non trovare uno sbocco costruttivo, con la tensione politica e militare a Gaza che non accenna a diminuire (ieri ne hanno fatto le spese anche due italiani della Croce Rossa sequestrati dai palestinesi), una disgregazione guerreggiata del Libano equivarrebbe all’accensione di una grossa miccia in un deposito di esplosivi.
La risposta della comunità internazionale non può che essere un’intensificazione immediata degli sforzi politici tendenti a impedire che il delitto di Beirut raggiunga i suoi obbiettivi. Ma per noi italiani, come per gli altri Paesi che hanno accolto l’appello dell’Onu e inviato forze militari nel Sud Libano, l’uccisione di Gemayel contiene anche un altro messaggio: occorre prendere consapevolezza dei pericoli sempre più gravi che si addensano all’orizzonte, senza che ciò debba compromettere il sostegno a un’iniziativa rispondente ai nostri interessi. Gli assassini e i loro mandanti hanno colpito con molta cura Il mondo deve impedire che il delitto raggiunga l’obiettivo