In quell’articolo svolgevo un ragionamento editoriale e
personale sul significato delle dichiarazioni del presidente iraniano, e la
manifestazione di giovedi’ sera non era citata nemmeno di passata.
Sarei un
cretino se pensassi di convogliare le forti e significative adesioni di tanta
gente che ha idee diverse sulle mie idee. Non lo sono, spero.
Infatti la
manifestazione ha una sola e unica base, che e’ l’appello dei firmatari, un
breve e sobrio testo che dice di no alla cancellazione dello stato di Israele
minacciata dal presidente Ahmadinejad e fissa l’appuntamento romano.
Spero che
Parisi prenda atto dell’ equivoco, e mi scuso con lui se non ho specificato in
modo ancora piu’ chiaro la differenza, per me forse fin troppo ovvia, tra quel
che penso personalmente, e che ho diritto di continuare a pensare e scrivere, e
le ragioni piu’ generali e chiarissime dell’appello e della fiaccolata davanti
all’ambasciata dell’Iran”.