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17 Marzo 2006

Il Polo ai saldi di fine stagione

Autore: Filippo Ceccarelli
Fonte: la Repubblica

FINE stagione: il presidente Berlusconi ha sbagliato telecamera; e come un principiante dell´immagine, o forse più semplicemente come un leader ormai stanco, ha continuato a parlare a 16 milioni di spettatori fissando l´occhio spento della tv.


Quando un ciclo di potere si esaurisce, la scena pubblica si riempie di simboli. Le parole smettono di fare rumore. L´operazione «una casa per tutti» trova lo stesso misero risalto della promessa di prestare calciatori del Milan al Messina 총몽 애니메이션 다운로드. I corpi invece parlano: occhi che si chiudono male, guance gonfie per il mal di denti, dita che allentano il colletto della camicia.


E gli alleati, piano piano, cominciano irresistibilmente a marcare la loro distanza. Casini e Fini hanno iniziato proprio ieri; per Bossi e la Lega non c´è stato nemmeno bisogno di aspettare l´esito di quella specie di tele-ordalia che si può anche leggere come il principio visibile di una ragionevolissima fine 상여소리 다운로드.


Qualcosa d´irreparabile s´è rotto nel berlusconismo. Il tocco magico, l´incantesimo, il mito della meraviglia, il segno di una suggestione che per dodici anni ha riempito l´immaginario italiano. Sembra una notizia bizzarra, ma da qualche tempo il Cavaliere non ricorre più nei deliri degli schizofrenici.

Una ricerca dello psichiatra, professor Lanteri, aveva calcolato in un dieci per cento le alterazioni in qualche modo connesse ­ in bene o in male ­ con la figura di Berlusconi 매직씽 다운로드. Ecco, oggi quel genere di deliri non sono più «freschi»; restano quelli del passato, ma «Lui» ha smesso di alimentarli.


È cambiato il vento: e si sente. Celentano predica, Della Valle gli manca di rispetto (per giunta dandogli del tu), Urbano Cairo gli fa lezione di marketing politico («Che senso hanno tutto queste polemiche sui comunisti others is hell?

Invece di respingerli doveva attrarli»), l´Authority di Calabrò gli fa il pronunciamento. Perfino il musicista Renato Serio ha a che da ridire, perché nel 1994 gli ha pagato poco la musica per l´inno di Forza Italia.

E l´altro giorno un truccatore televisivo che sarà pure il più bravo, ma è pur sempre soprannominato «Er Mannaggia», ha detto abbastanza chiaramente che il magnate della televisione veniva male sul video, era troppo scuro, quasi come il pulcino Calimero 굿윌 헌팅 다운로드.


Ancora. Un tempo, diceva, per strada «mi tiravano baci». Bene, adesso l´accoglienza è come minimo a rischio. E dovunque. Negli ultimi cinque mesi Berlusconi è stato contestato al teatro Manzoni (che è pure suo), a un funerale (e Striscia ne ha fatto un piccolo spettacolo), dal gioielliere Eleuteri, davanti a Palazzo Chigi e anche da due ragazze adolescenti, mentre faceva shopping.

In quest´ultimo caso ha reagito male: «Siete di un´ignoranza abissale» ha detto, come se quelli che anni orsono gli facevano il «bagno di folla» fossero tutti colti e preparati Download Clash of Clancy Bugs. E i fischi alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Torino si sono sentiti anche all´estero.


Va da sé che la crisi del sistema berlusconiano ha ragioni profonde. L´economia, le promesse deluse, la guerra, le pacche sulle spalle di Putin e il gas che aumenta quando c´è più freddo.

Ma per chi abbia gli occhi e il cuore per riconoscerle girano da tempo troppe notizie, anche minute e all´apparenza insignificanti, che trasmettono la sensazione di un regno in via di consunzione 그래픽 드라이버용 다운로드.

Il Contratto con gli italiani, per dire, è finito in tribunale (ce l´ha portato una anziana signora e forse Vespa sarà sentito come testimone); la manifestazione di «nani e ballerine» lanciata dal Foglio per San Valentino non s´è fatta; e alla conferenza stampa di fine anno per la prima volta i giornalisti hanno dispensato il Cavaliere dal raccontare l´ennesima barzelletta.

A questa serie per così dire rivelatoria possono aggiungersi il monito del cappellano della Casa di Arcore don Zuliani, contro gli adulatori; e l´assoluzione di Marco Travaglio ed Elio Veltri per L´odore dei soldi 감사 mr 다운로드.


Berlusconi, si sa, è un gran combattente. Ma quando è andato in procura per deporre su Unipol ha varcato i cancelli nascosto dentro il furgone della scorta. E di nuovo: è un uomo e un politico che certo non si risparmia, però l´altro giorno ancora una volta ha confessato a suo modo la tentazione di mollare: con Apicella avrebbe scritto una canzone che dice «Scappiamo via, scappiamo via da tutti» 언터쳐블 자막 다운로드. Non molti mesi fa Dell´Utri ha ventilato l´ipotesi di un incarico del Cavaliere all´Onu.


Nel frattempo, la precaria condizione della sua leadership attrae l´attenzione, fa spettacolo e addirittura stimola i consumi. Vedi lo spot in cui Gad Lerner e Vittorio Feltri sgranocchiano i biscotti krumiri: «Caro Silvio ­ scherzano ­ i sondaggi non sono più quelli di una volta?» 뿐이고 다운로드. E no che non lo sono.

Ma più che nel mondo dei calcoli virtuali o nelle piazze, è in televisione che sembra manifestarsi il più crudele contrappasso del potere di Berlusconi. Dopo il duello c´è da chiedersi se e quanto gli abbia giovato l´occupazione e la sovraesposizione delle ultime settimane.

Aggrappato alle poltroncine di Porta a porta o di Matrix, lo si è visto furente cercare invano uno sguardo amico; o consultare frenetico certe sue cartelline, o quasi imbambolato, una smorfia amara sul volto. Beffardo destino per chi ha insegnato al pubblico nuovi codici estetici e metri di giudizio.


La nemesi, oltretutto, rischia di arrivare con le gambe che trova. Così, parlando di Fini e Casini, il senatore Carrara ha ricordato che giusto ieri erano le idi di marzo. Intanto la Domus Aurea è stata dichiarata a rischio crolli. E per quanto tra Cesare a Nerone c´è una bella differenza, dopo tutto i poteri che crollano sono sempre gli stessi; e i presagi non mancano mai.