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10 Febbraio 2004

E Romano ritrova la sua sede: il cammino continua

Diavolo di un Parisi, chissà quanto l’ha pensato l’incontro di ieri sera. Chissà quali percorsi mentali, ridendo man mano che li compiva, l’hanno portato a organizzare, a premeditare la “visita dei Magi”, Fassino, Rutelli, Boselli, a piazza Santi Apostoli dopdf. “Uè, ma Romano non è il Bambino”, rideva ieri l’inventore dell’Ulivo e dell’Asinello. Che Prodi non stesse sgambettando nella mangiatoia lo abbiamo sempre saputo 큐큐메신저 다운로드. Come sappiamo, però, che il forte attaccamento di Parisi alla simbologia lo ha ispirato, di certo, ancora una volta.


E siccome nulla in politica è improvvisato, le mosse di Parisi partono da lontano 2020 수능특강. Da quel biglietto di Natale inviato ai parlamentari del centro-sinistra, nel quale il professore sardo avvertiva che “i Magi possono vedere comete che si nascondono ad altri occhi” YouTube from your computer.


L’attaccamento alle proprie convinzioni, l’affetto verso gli amici possono portare a volte a qualche sbandamento. Ma per il professore quella cometa che occhi umani non sanno vedere non è comunque Prodi Ryan Save. Perché il leader dell’Ulivo esiste, “Prodi è vero, non è un’invenzione di Parisi”, ha scherzato incontrandolo ieri sera un deputato della Margherita msvcp140_app.dll 다운로드. La cometa è quella lista unitaria ulivista alla quale alla fine quattro partiti sono arrivati. Cometa che “i Magi” hanno saputo distinguere e che li ha indotti, con la loro visita, a dare atto dell’intuizione politica e della caparbietà di Prodi e Parisi che quell’idea hanno continuato a difendere 간체자 다운로드.


Prodi quando è arrivato nel suo vecchio studio si è commosso: “Non ci entravo da quasi cinque anni. Ci vengo oggi e so già che sarà l’ultima volta per qualche mese” 오토데스크 레빗 다운로드. Si è guardato intorno come a volere controllare che tutto fosse a posto. Lo ha notato Parisi: “E’ tutto come prima. Come sai, l’ho tenuto aperto io fluidsim. E mi sono tolto la soddisfazione di riportare dentro la corrente ulivista”. E mentre Prodi accarezzava con lo sguardo l’ulivo bonsai sulla scrivania, il vice presidente della Margherita ha sottolineato: “Lo volevano fare morire, ma l’ho curato io personalmente Download the certificate of payment of the school's tuition fee. Guarda com’è bello”.


Simbolismi anche nelle parole. Prodi non è virtuale, l’Ulivo rivive e “i Magi” sono arrivati nella sede dei Democratici (che in passato fu elemento di divisione e oggi, guarda caso, è sede della lista unitaria) a certificarne l’esistenza. Senza oro e incenso. Ma con quei ramoscelli che sono tornati a movimentare il panorama italiano. Ieri è successo soprattutto questo, infatti i discorsi politici erano già fatti, gli accordi già presi. Ma i simboli talvolta hanno grande importanza. E così Prodi a fine serata ha potuto commentare: “Non è stato un ritorno al passato lontano o recente. Ricordate come si era divisi solo sei mesi fa? Oggi c’è una bella unità. Abbiamo fatto un passo avanti. E’ la continuazione di un cammino”. Assai impervio e lungo finora quasi nove anni. 

Sergio Stimolo