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1 Maggio 2001

Domande senza risposte

Autore: Giovanni Sartori
Fonte: Corriere della Sera

L’elezione di Berlusconi «minaccerebbe» la democrazia italiana? No, il quesito è se Berlusconi premier costituisca una grossa anomalia nelle esperienze delle democrazie occidentali. A questo quesito la risposta è sicuramente sì. Negli Stati Uniti gli americani finiscono ormai per scegliere il loro presidente in chiave di character , di credibilità personale, di fiducia Pokémon game. Le elezioni italiane non eleggono un presidente; ma Berlusconi le ha trasformate in un plebiscito sulla sua persona, e quindi il 13 maggio si voterà per dargli o no «fiducia». Ma fiducia su quali basi? Perché il fatto è che il Cavaliere non è al di sopra di qualsiasi sospetto.
È vero che la presunzione di innocenza vale anche per lui Roll mobile store download. Ma Berlusconi non è un indiziato qualsiasi: lui si propone come capo del governo. E, poi, qualsiasi innocente che si ritiene ingiustamente sospettato cerca subito di rispondere alle accuse. Berlusconi no: lui non risponde. Si dichiara vittima di persecuzioni e respinge ogni accusa come falsa e basta. Ma così non basta. Se io venissi accusato d’una diecina di reati, non me la potrei cavare accusando i giudici di essere malvagi Road of War. Io no, ma Berlusconi fino a oggi sì. Lui smentisce, dopodiché i suoi fanno quadrato.
Il quadrato ha retto bene fino all’entrata in campo, venerdì scorso, dell’ Economist (sostenuto ieri da Le Monde e da El Mundo ). Il colpo era inaspettato, perché il settimanale inglese non è di sinistra (di quella sinistra che viene accusata dal Cavaliere di cospirare contro di lui) 하이 섯다 다운로드. E se il Nostro largamente controlla il messaggio dei media italiani, il messaggio internazionale è invece largamente controllato dall’ Economist .
Beninteso, il solito quadrato ha funzionato a dovere, con un Buttiglione che batte persino Bossi dichiarando che l’ Economist è un settimanale «ridicolo» 화석파이터 다운로드. Ha interloquito anche il solitamente sensato Andreotti, accusando il giornalismo inglese di «ingerenza» (che non sarebbe tale, immagino, in caso di elogio). E persino da sinistra, dal più alto scanno di Montecitorio, ci viene fatto solennemente sapere che il «premier non lo sceglie l’ Economist » 건물부수기 이누야샤 다운로드. Perbacco, questo mi era proprio sfuggito.
Comunque sia, tutte queste sono «vocine» che si fanno grosse tra le Alpi e il Lilibeo: ma lì si spengono. Mentre l’ Economist è letto da tutte le élites di tutti i Paesi. Non è la Bibbia; ma nell’informazione economico-politica non ha rivali Superpower Electric Kika Io download.
Anche l’ Economist ogni tanto sbaglia e si sbaglia. Ma raramente nelle inchieste; nelle inchieste è di una serietà e accuratezza esemplari. Quindi Berlusconi sbaglia di grosso se ritiene che l’ Economist sia liquidabile come «spazzatura». Perché nel mondo è l’ Economist che fa testo 가상 머신 다운로드. E se questa volta il Cavaliere non saprà rispondere a tono con precise controdeduzioni, allora un’Italia guidata da Berlusconi non nascerà bene.
Rinaldo Petrignani, che fu già nostro ottimo ambasciatore a Washington, dichiara di essere indignato per una «offesa» fatta a «tutti gli italiani, alla nostra democrazia… Siamo stati accusati di corruzione e indifferenza» Undance Book. A parte il fatto che l’ Economist non oltraggia né accusa tutti gli italiani (dove sta scritto, signor ambasciatore?), secondo me l’ Economist ci rende un servizio cercando di costringere Berlusconi a rispondere. Se ci riuscirà, grazie. Se non ci riuscirà, l’ombra dei sospetti si può soltanto addensare. E non sarà certo fugata dalla retorica dell’indignazione, dell’offesa alla Patria ConAir download. È un diversivo che funziona sempre; ma che è quasi sempre l’argomento di chi non ha argomenti. E che lascia, nel mondo, il tempo che trova.