11 Agosto 2005
Prodi: svolta etica, niente favori agli amici
Autore: Francesco Alberti
Fonte: Corriere della Sera
Bebbio – Rassicura Piero Fassino, che chiede più rispetto verso i Ds da parte degli alleati: «Credo che il rispetto ci sia». E dà ragione ad Arturo Parisi, che dal Corriere ha lanciato l’ allarme sulla questione morale: «Bisogna fissare regole precise e farle rispettare perché altrimenti il Paese si sfalda». Romano Prodi non ha alcuna intenzione di rovinarsi la festa di compleanno (sono 66), aprendo nuovi fronti con i Ds o facendo le pulci all’ analisi parisiana. Certo, che il centrosinistra si stia scannando attorno al totem della questione morale, lo ha notato anche lui. Ma non sembra che la cosa lo impressioni più di tanto: «Sono convintissimo che il problema unisce tutta l’ Unione, al di là di piccole polemiche ed eventuali errori».
NO A TRATTAMENTI PRIVILEGIATI – A preoccupare veramente il Professore non è la requisitoria di Parisi, che ha denunciato il crescente intreccio tra politica e affari, arrivando a parlare di «sensazione di baratto» dietro la nomina di Petruccioli alla presidenza Rai, e nemmeno la furibonda reazione di Fassino, che ha scomodato l’ eredità berlingueriana e la «diversità» postcomunista. È la sostanza che allarma il leader dell’ Unione: «Chiamatelo come volete, ma il problema esiste». Insomma, questione morale o etica politica che la si voglia definire, Prodi non ha dubbi sul fatto che l’ Italia, così com’ è, «non potrà mai diventare un grande Paese». C’ è bisogno, afferma con forza, «di una svolta». Che non significa soltanto «onestà personale,ma un cambio di cultura tale da far sì che la distribuzione del peso avvenga in modo equo tra tutti i cittadini senza che nessuno, amici o potenti, godano di un trattamento privilegiato». Tra una fetta di torta e un bicchierino di spumante, nel cortile della casa-castello di Bebbio, Appennino reggiano, un centinaio di persone tra fratelli e parenti e un mal di schiena che gli ha impedito di scorazzare in bici tra i calanchi, Prodi non cita Antonveneta, Bankitalia o Bnl, ma è chiaro che, fatte le opportune distinzioni, a essi si riferisce quando invoca una «svolta comportamentale». Cita invece la vicenda Rcs: «Ho letto l’ intervista di Livolsi sul Corriere, in cui si dice che sostanzialmente c’ è un piano di scalata…». Pausa. «Mi ha estremamente preoccupato, non so cosa stia avvenendo».
CONFLITTO D’ INTERESSI – Da Roma il premier Berlusconi esclude qualsiasi coinvolgimento nella scalata alla Rcs. Che ne pensa, Professore, della legge sul conflitto d’ interessi? «È una norma incompleta, non abbastanza trasparente per garantire un distacco tra interessi personali e potere politico». Altra legge da cambiare quindi, dopo la Biagi, la Bossi-Fini e quella sulla scuola, in caso di vittoria dell’ Unione: «Kohl mi diceva che non si può essere ricchi e fare politica, purtroppo in Italia ci si abitua a tutto». Lui invece non si abituerà mai a chi continua a chiedergli perché non c’ è ancora un programma elettorale. Sbuffa: «Non c’ è Paese al mondo in cui ciò avvenga 10 mesi prima del voto. Sarebbe sciocco e suicida! Abbiamo preso impegni sulla riduzione del costo del lavoro, la diminuzione del cuneo fiscale, le politiche giovanili…». Meglio pensare all’ 8 settembre quando da Roma partirà il Tir prodiano per il tour delle primarie. Un viaggio all’ insegna dell’ italianità: «Ho scelto un Iveco. E qualche giorno fa mi sono comprato anche una Croma, sul vetro ho messo il patacchino “Io viaggio italiano”…». Voce dal gruppo: «Viva la Fiat». E lui, serio: «La ripresa dell’ azienda rientra nella ripresa del Paese, va aiutata».