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14 Dicembre 2004

Ciampi, monito sulla Rai: “Sia più servizio pubblico”

Autore: Silvio Buzzanca
Fonte: la Repubblica

ROMA – La Rai deve «conservare, rafforzare, migliorare, sempre di più la sua attività di servizio pubblico». Uno sforzo che deve essere perseguito «qualunque sia l´assetto della televisione pubblica italiana». Carlo Azeglio Ciampi approfitta della tradizionale consegna del premio Saint-Vincent di giornalismo per lanciare un nuovo monito in difesa del pluralismo dell´informazione e del ruolo essenziale della Rai. E lo fa raccomandando che l´azienda di Viale Mazzini lavori sempre di più al servizio dei cittadini «nei contenuti editoriali, nell´informazione, nello stile, in linea con le indicazioni dell´Unione Europea sui servizi pubblici radio televisivi».
Il presidente della Repubblica ha appena ascoltato gli interventi di Lorenzo Del Boca, presidente dell´Ordine dei giornalisti, e di Franco Siddi, presidente della Federazione della Stampa. Ha sentito il lungo elenco di problemi che attanagliano, bloccano, condizionano il lavoro dei giornalisti italiani. Sempre più precari e insicuri e quindi meno liberi. Ciampi sente allora il bisogno di mettere da parte il testo scritto. Ricorda che ha già affrontato il tema in altre occasioni, di avere già parlato di professionalità e deontologia dei giornalisti. «Avete ragione – dice il capo dello Stato – ci sono tanti problemi aperti, io ne ho parlato tante volte in passato, mi fa piacere che voi avvertiate questi temi con tanta sensibilità e impegno». Allora dice Ciampi, «come altre volte vi ho detto è importante che abbiate sempre dritta la vostra spina dorsale. Questo è fondamentale e che credo che sia quel che ognuno di voi avverte nella sua coscienza».
Il presidente a questo punto torna al discorso scritto. E riprende il filo ricordando il suo recente viaggio in Cina e l´importante ruolo che ha avuto la stampa nel trasmettere il senso di urgenza, la “sveglia” al sistema Italia che c´era dietro lo spostamento a Pechino e a Shanghai. Quel viaggio, continua Ciampi, è servito a conoscere e far conoscere mondi che fino a ieri «erano immensamente lontani». E´ servito a prendere coscienza che nel mondo globalizzato «vince chi ha capacità di previsione strategica; lungimiranza e coraggio. In ciò, il ruolo dei media è cruciale».
E´ stato fatto un buon lavoro, dice il presidente della Repubblica. Ma adesso bisogna fare un altro passo avanti. Bisogna «guardare e raccontare di più quello che accade in Europa e lontano dall´Europa. Meno attenzione a dinamiche, a contrasti e divisioni domestiche che spesso nascono e svaniscono in pochi giorni, senza lasciare traccia se non nel disorientamento che provocano all´interno e all´estero». Un nuovo ennesimo appello a mettere da parte scontri e divisione e lavorare insieme per il bene del paese. “Fare sistema”, come ripete il presidente della Repubblica in ogni occasione.
I giornali, continua il presidente, hanno comunque preso iniziative meritorie. Come quella del giornale in classe. Un´esperienza che Ciampi vorrebbe estendere ai quotidiani europei in modo da far conoscere ai giovani la realtà degli altri paesi dell´Unione e il Trattato costituzionale appena firmato. «Leggere insegna a leggere», «la carta stampata è insostituibile perché aiuta a pensare», dice Ciampi. E gli editori hanno fatto bene ad abbinare ai giornali milioni di libri. Ma la tv e le radio sono altrettanto importanti. E qui il presidente della Repubblica innesta le sue riflessioni sulla necessità di conservare sviluppare il ruolo pubblico della Rai. Perché, conclude Ciampi, «l´informazione alimenta ed arricchisce la “cittadinanza”, favorisce una partecipazione attiva alla realizzazione del bene comune».