“Esiste il rischio che si arrivi alla dittatura della maggioranza. O meglio alla dittatura dei leader, del Re Sole e del Re Ombra”. Arturo Parisi, già critico sul tipo di opposizione del PD, non riesce ad attenuare i toni.
“Esiste il rischio che si arrivi alla dittatura della maggioranza. O
meglio alla dittatura dei leader, del Re Sole e del Re Ombra”. Cosi’
Arturo Parisi
commenta la situazione politica di dialogo tra maggioranza e opposizione
Il dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, e il tentativo del
segretario del Pd di farsi riconoscere ‘come titolare esclusivo del
ruolo di oppositore’, creano il rischio ‘che si arrivi alla dittatura
della maggioranza.
‘Come ho sentito dire con
chiarezza da Veltroni e D’Alema noi non siamo socialisti. Quello che e’
sicuro e’ percio’ che il Pd non puo’ aderire ne’ come partito, ne’ come
componenti, ne’ come persone al Partito Socialista Europeo’
“Diciamo che sono stato invitato ad un incontro. Starò a sentire che
cosa si dice. Dirò la mia. Ognuno poi deciderà a partire dai principi
che dovrebbero essere comuni, dalle convinzioni proprie e dalle
decisioni altrui”.
Caro direttore, sul suo giornale di ieri mi imbatto, non senza un sentimento di sconcerto e scoraggiamento, in una mia foto associata ad una didascalia nella quale si arriva a sostenere che difronte all’annuncio da parte di Prodi delle sue “dimissioni irrevocabili” da Presidente dell’Assemblea costituente “i prodiani insistono perchè ci ripensi”. Non so a quali tra gli amici di Prodi, che sono tanti e di vario orientamento, si faccia riferimento.
“Io presidente del Pd? Mah, dovrei prima capire di quale partito”. Arturo Parisi,
ospite questa mattina al dibattito di Omnibus su LA7, commenta cosi’ le
sue ultime dichiarazioni comparse sulla stampa di oggi.
Sulla questione dei caveat ”Gates dice cose diverse da Frattini” e, dunque, occorre ”chiarire subito la posizione dell’Italia”. Lo afferma l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi, parlamentare del Pd.
‘Leggo che il Presidente Berlusconi e’ giustamente preoccupato per il voto irlandese. Leggo tuttavia che Calderoli ministro del suo stesso governo e’ invece vistosamente soddisfatto per il medesimo voto che saluta con gioia e soddisfazione. Come non essere anche noi preoccupati?’
«Ci vuole un congresso per verificare la leadership e
la linea politica del partito. Un congresso che approdi a delle
primarie il 14 ottobre prossimo, come appunto aveva proposto Veltroni
poco più di un mese fa dopo la sconfitta».