Arturo Parisi, entrando a San Macuto, dove si commemora Nino Andreatta. “Beniamino Andreatta è stato per me amico, fratello maggiore, maestro.
In occasione del trigesimo della sua morte sono contento di ricordarlo
oggi qua come popolare tra i Popolari.”
Mi sorprende, mi sconcerta, mi addolora. Considero infatti da tempo Bertinotti
un uomo di partito ma non un partitista indifferente alla democrazia dei
cittadini. Non posso infatti dimenticare il contributo determinante da lui
dato all’affermarsi dell’istituto delle primarie prima in occasione della
loro prima sperimentazione in Puglia e poi con la sua personale candidatura
a quelle nazionali.
Mi sorprende, mi sconcerta, mi addolora. Considero infatti da tempo
Bertinotti un uomo di partito ma non un partitista indifferente alla
democrazia dei cittadini.
Un anno fa, così come tutti i candidati dell’Ulivo, mi son presentato
agli elettori assicurando tra i miei primi impegni quello di sostenere
l’abrogazione della legge che la stessa Cdl definiva una porcata. Sono
qua per mantenere quell’impegno.
Sull’Eurostar che da Firenze lo riporta a Roma Ugo Sposetti, che dei Ds
è il cassiere, non riesce a farsene una ragione: «Per il nostro
congresso di Firenze avevo chiesto la disponibilità temporanea di una
piccola struttura militare nei pressi del PalaMandela, ma il ministro
Parisi, confermando la proverbiale mancanza di duttilità e di realismo,
ce l’ha negata».
“Per l’Assemblea costituente deve valere il principio di una testa un voto, una formula che mi vergogno a ripetere perche’ e’ quella in cui si riconosce la democrazia”.
“Per la scelta della costituente del Partito democratico ci sono tante formule. La più classica è ‘una testa un voto’, la formula in cui si riconosce la democrazia”.
“L’altro ieri a Firenze, soprattutto dai Ds, e’ stato fatto un passo decisivo che non ha registrato una risposta all’altezza dal congresso del mio partito, che e’ ancora il mio partito”.
“La realtà di ieri sera” al congresso della Margherita “è la realtà di un progetto che riparte con il piede sbagliato: a conclusione di un congresso che aveva proclamato il ritorno delle passioni, soprattutto la passione della democrazia, si inizia con il classico rito con il quale è vissuta e morta la prima repubblica, una votazione per acclamazione fatta a partire da un lavoro di ripartizione di quote al riparo dagli occhi dei cittadini. È forse un buon modo di partire questo?”.
Roma – “L’ho detto, e anche a voce alta: non possiamo iniziare la fase che si apre con il piede sbagliato.Cerchiamo di chiudere questa fase con il piede giusto”. Arturo Parisi insiste sul tasto della legalita’ per la fase finale della Margherita, in particolare con l’elezione di Francesco Rutelli e segretario, e l’avvio della fase […]