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7 Luglio 2011

LEGGE ELETTORALE: PARISI, AVANTI CON IL REFERENDUM

Autore: Alessandro Farruggia

ROMA – «Questo è il momento. E’ il momento
di scegliere tra le due alternative che si stanno delineando: o
riprendere il cammino della democrazia dei cittadini interrotto
dall’introduzione del porcellum o tornare al proporzionale e portare a
termine la distruzione del bipolarismo e della democrazia decidente…».
Arturo Parisi, referendario della prima ora, parla con la consueta
franchezza. Ha dissotterrato l’ascia di guerra e si è rimesso in marcia
sul sentiero delle riforme.

Onorevole Parisi, come valuta il
fatto che nel Pd si valutino proposte contrapposte?

“Con preoccupazione, indubbiamente. Noi non avremmo mai
immaginato di promuovere un referendum, ma se lo abbiamo fatto é perchè
in questi anni il partito non ha fatto nulla per l’eliminazione del
porcellum.
E poi è scesa in campo una proposta
referendaria, quella di Passigli, che si si è rivolta innazitutto al campo del centrosinistra senza che il partito abbia
sentito il dovere di contrastarla per segnare il suo profondo rifiuto
verso un refendum siffatto, che elimina certo il porcellum, ma per
tornare al passato. E’ il combinato disposto che ci ha spinto a
muoverci. Oltretutto, questa è l’ultima finestra utile che resta ai
cittadini per fare quel che non ha fatto il Parlamento. E dire che da
anni insieme a 200 parlamentari col Senatore Ceccanti avevo presentato
una proposta di legge che abrogando il porcellum reintrodurrebbe
automaticamente il mattarellum. Se ci fosse la volontá la si potrebbe
approvare in pochi giorni. Invece di trovarseli nominati dall’alto i
cittadini potrebbero rieleggere il parlementare del proprio collegio
come in passato”.

Bersani
ha annunciato che presenterà in Senato una proposta del Pd basata su
collegi uninominali e doppio turno.

«La leggerò
con interesse. Il Pd ha sempre avuto una proposta, ora apprendiamo che
ne ha un’altra. Vediamo com’è. Certo, presentare una proposta non basta.
Il difficile è approvarla. Spero che Bersani ci dica se le forze
politiche con cui pensa di farlo sono le stesse che hanno chiesto prima
l’approvazione del Porcellum ed ora chiedono con Passigli di abrogarlo
per completare l’opera di distruzione del maggioritario e del
bipolarismo”.

Il che significa che voi andate avanti?
“Mi
sembra inevitabile. Poi, se il Parlamento, pungolato dalla nostra
proposta, dovesse trovare una soluzione accettabile, magari sulla base
della nuova legge Bersani, tanto meglio”.

Quindi alle feste dell’Unità avremo
banchetti contrapposti per la raccolta delle firme?

“Al momento, se non c’è una nuova iniziativa, alle feste
che preferirei chiamare del PD di banchetto ce n’è uno solo, quello di
Passigli che propone una inizativa che dovrebbe essere denunciata dal
partito come radicalmente contraria all’ispirazione che finora lo ha
guidato. Un banchetto, per capirsi, a favore di un referendum che butta
il bambino con l’acqua sporca. Il che avrebbe dovuto preoccupare il
segretario ancor più dell’eventualità che ci sia un altro banchetto, che
difende invece la linea che il partito ha da sempre”.

Cosa
risponde a chi dice che
oltre a Casini a favore della proposta Passigli c’è D’Alema?

“Che non c’è bisogno di retroscena. Preferisco guardare
le cose che si vedono alla luce del sole. Le preferenze di Massimo
D’Alema sono note a tutti. Le sue preferenze vanno infatti da sempre
alle democrazie nelle quali i partiti raccolgono la delega dei cittadini
e la esercitano senza vincoli ulteriori. Una idea rispettabile, ma
della quale gli italiani ben conoscono l’esito».