Catania -“La concezione di democrazia che mi guida e che guida il partito Democratico a livello nazionale e quindi anche a livello locale chiederebbe che i governi che tra i cittadini sono nati, tra i cittadini devono morire. La scelta, quindi, di sostenere in Sicilia il presidente Lombardo e la proposta contro la quale ci si era battuti, appare essere esattamente l’opposto della concezione che dovrebbe guidare il partito”. Lo ha detto Arturo Parisi che intervistato da Radio Radicale sulle posizioni dei Democratici nell’Isola ha aggiunto: “noi dobbiamo ricordare che di ‘Lombardi’ con i quali noi ci confrontiamo ve ne sono due: quello romano che appartiene alla galassia centrista e poi c’e’ quello siciliano”.
“A tal proposito – ha evidenziato Parisi – non possiamo non chiederci se le scelte siciliane sono fatte in funzione di quelle di Roma, o quelle di Roma in funzione di quelle siciliane”. Per l’esponente del Pd “da qualsiasi punto le si consideri, sono scelte che non condivido a differenza di dirigenti di primo piano del partito a cominciare da Anna Finocchiaro”.
“In Sicilia – ha infine ricordato Parisi – era stata candidata in prima persona contro Lombardo pur essendo contemporneamente al Senato e anticipando, in questa seconda candidatura aBologna, la previsione di essere destinata alla sconfitta ma tuttavia di aver scelto di venir meno al compito dei leader sconfitti, ovvero, di guidare l’opposizione dove si e’ svolta la competizione elettorale”.