ROMA – ‘Piuttosto che accusare i militari di essere stato informato troppo tardi, sarebbe stato piu’ semplice riconoscere di essersi trovato nella necessita’ di parlare troppo presto’. Lo ha detto all’ANSA l’ex ministro della Difesa e parlamentare del Pd, Arturo Parisi.
‘La mia esperienza mi impedisce di dubitare della lealta’ ed affidabilita’ dei nostri comandi militari’, afferma Parisi.
Sento infatti il dovere di testimoniare – sottolinea l’ex ministro – che negli anni del mio ministero i comandi competenti mi hanno sempre riferito tempestivamente e puntualmente ogni elemento utile a valutare e dar conto delle operazioni in corso’.
‘Nel contempo sono costretto a ribadire, questa volta, come dice La Russa ‘con dispiacere’, di aver sempre trasferito immediatamente e innanzitutto al Parlamento le informazioni messe a mia disposizione. Mi dispiace che il Ministro insista nell’attribuire ad abitudini che si sarebbero consolidate nel passato comportamenti che nel passato non si sono mai verificati’.
Il riferimento e’ a quanto dichiarato da La Russa, secondo cui il ritardo con cui ha avuto tutti i particolari sulla morte dell’alpino Miotto ‘e’ il riflesso di un vecchio metodo in uso nei passati Governi, di dire sempre la verita’ ma senza allarmare’, cosa che sarebbe accaduta al primo governo Berlusconi e ‘sicuramente al Governo Prodi’, con Parisi ‘che si e’ dovuto barcamenare per il tipo di maggioranza cui apparteneva’.
‘Piuttosto che accusare i militari di essere stato informato troppo tardi – conclude Parisi – sarebbe stato piu’ semplice riconoscere di essersi trovato nella necessita’ di parlare troppo presto’.