La scelta di Fini di rifiutare ogni tentazione centrista e di condurre
invece la sua battaglia per la legalita’ e la democrazia del
centrodestra nel rispetto del bipolarismo e della sua appartenenza al
centrodestra, fa della sua battaglia non solo un contributo al
rinnovamento e all’avanzamento della democrazia e della legalita’ nel
centrodestra, ma una spinta e una sfida perche’ lo stesso accada nel
centrosinistra.
L’interdipendenza stretta che in in un sistema bipolare
esiste tra i due poli fa sí che le dinamiche interne ad una parte si
riflettano nell’altra. Cosi’ come nel 2008 la forzatura del processo
unitario del centrosinistra ha prodotto una identica forzatura nel
centrodestra, le tensioni e la frammentazione attuale del centrodestra
e’ destinata ad alimentare una tensione equivalente e possibili
frammentazioni nel centrosinistra. Cosi’ come il di piu’ di democrazia
del centrosinistra ha incoraggiato ieri
l’insofferenza contro il dispotismo nel centrodestra, ora la rivolta nel
Pdl contro l’egemonia berlusconiana e’ destinata a produrre una eguale
rivolta contro le egemonie interne al centrosinistra. Come Fini denuncia
il fallimento di un Pdl ridotto a poco piu’ di Forza Italia, e’
comprensibile che altri possano denunciare eguali fallimenti di un Pd
che appare a troppi solo una nuova fase di una storia passata.