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26 Luglio 2010

VENDOLA POETA? FIGURIAMOCI SE ERA UN POLITICO

Vendola poeta?
Figuriamoci se fosse un politico! Non riesco a credere che una persona
della intelligenza di D’Alema possa aver spiegato a Vendola che non si
fa politica con la poesia. Primo perche’ perfino la politica ha bisogno
della poesia. Ma soprattutto perche’ quello che lui definisce un poeta
governa pur sempre una delle regioni piu’ grandi del nostro Paese.
 Aggiungo, la stessa regione di D’Alema alla cui guida e’ stato
designato non con primarie di partito ma con primarie di coalizione,
delle quali D’Alema ha accettato con generosita’ e lealta’ lo
svolgimento e il risultato. La verita’ e’ che Vendola candidando oggi alla guida della coalizione
la propria persona e non il proprio partito  conferma di essere nel
campo di centrosinistra quello che meglio di tutti ha finora
interpretato il senso delle primarie, perfino meglio dell’attuale
Statuto del Pd che e’ ancora profilato sulla idea della scelta di
solitudine che nel 2008 e’ stata definitivamente sconfitta dagli
elettori. Le primarie non sono infatti una elezione di prova nella quale
ogni partito della coalizione misura la sua forza impegnando i voti dei
suoi elettori sul proprio candidato, ma un libero confronto all’interno
della coalizione per scegliere la persona e la proposta che la
rappresenta meglio nella competizione col candidato del centrodestra.
Chi pensa di avere nel centrosinistra una proposta alternativa a
Berlusconi migliore di quella Vendola e di quella di Bersani non ha che
da alzare la mano e dirlo a chiare lettere. Ogni proposta alternativa
non puo’ che essere benvenuta.