2222
12 Febbraio 2010

Parisi: il problema non e’ Bertolaso ma i troppi poteri concentrati su una sola struttura. Berlusconi non si faccia illusioni

Fonte: Epolis

Le grane per il premier sembrano non finire mai. Dall’Iran alla  Penisola, dai giudici ai giornalisti, da Fini all’affaire Colaninno. Non e’  un buon periodo per lui…
Dire grane e’ dire in qualche modo Berlusconi. Le grane, al plurale e anche  al singolare sono la sua vita. A preoccuparmi sono le grane degli italiani,  che purtroppo, per la stragrande maggioranza le grane le conoscono solo al  plurale, anche grazie ad un contributo importante di Berlusconi.
 
Ci mancava lo tsunami su Bertolaso…
Il problema oggi associato al nome di Bertolaso e’ un problema serissimo.  Non mi riferisco alla questione giudiziaria. Su questa non possiamo che  attendere l’esito con la speranza che sia il piu’ celere possibile e io mi  auguro tale da allontanare ogni ombra dalla sua azione personale. Lo dico  anche guidato dalla stima per le qualita’ dell’uomo che ho personalmente  sperimentato. Il problema piu’ serio non si pone dal punto di vista  personale ma da quello istituzionale. Un problema, cresciuto nel tempo,  grazie alle azioni e alle omissioni di molti. Negli ultimi tempi la  proclamazione di troppe emergenze ha alimentato un ciclo crescente di > risposte eccezionali sottratte al controllo della legge ordinaria che  chiede di essere rimesso urgentemente in ordine prima che sia troppo tardi.  Invece di predisporre un sistema di pesi e di contrappesi sono stati  concentrati su una sola struttura troppi poteri e responsabilita’ di  natura politica, amministrativa ed economica esponendo chi le riveste e  tutta la Repubblica al rischio di pericolosissimi cortocircuiti. 
 
Almeno sulla questione giustizia, il Premier sembra aver quasi  risolto…
Se il suo obiettivo e’ assicurarsi la serenita’, come e’ stato  esplicitamente dichiarato fin dalla prima formulazione del Lodo Alfano, al  suo posto non mi farei illusioni. Capisco che un uomo che e’ certo il piu’  ricco e il piu’ potente tra gli italiani non accetti di non essere anche il  piu’ sereno. Ma se una madre di famiglia accetta di dar conto pubblicamente  dei suoi atti mentre tira la carretta della sua famiglia, cosi’ come fa  qualsiasi persona caricata di responsabilita’ dal capo di una azienda al  sindaco di uno dei nostri comuni, senza peraltro disporre della quantita’ e  della qualita’ degli avvocati e dei commercialisti di Berlusconi, e’ bene  che anche lui accetti di fare altrettanto. 
 
Fini richiama il Pdl:”non sia subalterno alla Lega”. Il Presidente della  Camera resta fedele al suo nuovo ruolo?
Fini non e’ certo il primo capo di partito chiamato a fare  contemporaneamente l’arbitro e il giocatore. Non e’ semplice. Se dicessi  che ci riesce sempre direi una bugia. Mi auguro che ci riesca al momento  delle vere prove che la Storia prima o poi ci imporra’. 
 
Bossi sta a Berlusconi come Di Pietro sta a Bersani?
Se si riferisce alla unita’ di azione tra i due partiti non posso che  augurarmelo. Lo squilibrio quantitativo tra noi e il centrodestra richiede  tuttavia al rapporto tra Pd e Idv una qualita’ molto diversa da quella tra  Pdl e Lega, una qualita’ che ci consenta di aprirci e non escludere le altre forze del nostro campo.
 
C’e’ chi dice che il leader Idv, col suo riavvicinamento al Pd, miri a  sopperire ad una leadership debole. Cattiverie?
Cattiverie.
 
D’Alema ora che al Copasir sara’ molto impegnato…
A mancargli non sara’ certo il tempo e neppure la passione.
 
Pd, i pasticci sulle nomine dei candidati regionali non promettono tanto  bene.
A chi pensa di misurare il risultato con il numero di bandierine sulla  carta d’Italia, consiglierei piu’ prudenza. La partita e’ tutta da  giocare, e se e’ vero che a noi i problemi non sono mancati, anche agli  altri i problemi non mancano. Ma delle bandierine le elezioni decideranno  il numero. Il loro sventolio dipendera’ dalla forza del vento. E questa e’  un’altra cosa.
 
La tregua pre elettorale sembra tener “imbrigliate” le diverse anime di  entrambi gli schieramenti. Ma cosa accadra’ dopo?
Il solo fatto che si parli di tregua dice da solo tutto. I problemi veri  non potranno che tornare a far sentire la loro voce. Pensi ad esempio al  rinvio della legge sulla cittadinanza, o alla individuazione dei siti  nucleari.
 
L’era del berlusconismo e’ destinata ad aver lunga vita?
Basta mettersi d’accordo su cosa intendiamo per berlusconismo. Se la sua  vita coincidesse con la vicenda di Berlusconi la potrei rinviare agli  studiosi di demografia. Ma, se come io ritengo, il berlusconismo con lui  non e’ nato, con lui non finira’.