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29 Giugno 2006

Afghanistan. Parisi: nostra scelta e’ la continuita’ su missioni cammino impegnativo ma non disponibili a scorciatoie.

Fonte: Dire

Roma, 29 giu – “La nostra scelta e’ la continuita’, e cioe’ presenza a Kabul, impegno nella regione ovest e nella provincia di Herat. E’ la continuazione di un impegno a una corrispondenza alla ripartizione dei compiti all’interno delle organizzazioni internazionali”. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, intervistato da Repubblica Radio, delinea cosi’ l’impegno militare italiano in Afghanistan. Continuita’, dunque, e’ la parola d’ordine del ministro che, parlando piu’ in generale delle missioni internazionali e della “responsabilita’ condivisa” all’interno delle organizzazioni internazionali, dalla Nato all’Ue, “il cammino e’ impegnativo, ma non sono disponibili scorciatoie”.

  Continuita’, insomma. Ecco perche’, ad esempio, “sui numeri della presenza italiana c’e’ stata una discussione laterale. Le tabelle poco rappresentano la situazione”. Spiega il ministro: “Il nostro provvedimento, che domani portiamo in Consiglio dei ministri e poi sottoporremo al Parlamento, piu’ che della presenza al 5 giugno circa secondo i numeri del sito del ministero della Difesa fa riferimento al personale impegnato, che e’ molto di piu’, come in una scuola o in una famiglia”. Questo sigifica che “ci sara’ una piccola variazione negativa, che era fisiologica”. E comunque, garantisce, “nel secondo semestre dell’anno il nostro impegno e’ assolutamente uguale al primo semestre. E’ continuita’, non aumento di presenza, e per noi e’ rifiuto di ogni depotenziamento”.