10 Giugno 2006
Assemblea federale DL. Parisi: “lascio la presidenza ma non l’impegno nel partito”
Arturo Parisi si dimette dalle cariche che ha nella Margherita a causa dei suoi impegni come ministro della Difesa ma, in una lettera inviata all’Assemblea Federale, spiega che questo non significa un disimpegno politico. Anzi ribadisce la sua volontà di contribuire alla nascita del Partito democratico e dice che c’è ancora “molta strada da fare”.
“La consapevolezza della mia nuova responsabilità – scrive Parisi che non partecipa all’Assemblea per esser presente ai funerali in Sardegna del caporale Alessandro Pibiri – mi chiede in particolare di coordinare meglio quelli che sono gli impegni di partito e quelli di governo. Per questo motivo sono venuto nella determinazione di dare le dimissioni da presidente dell’Assemblea Federale e dalla connessa responsabilità della presidenza del Comitato di Tesoreria della Margherita, limitando la mia partecipazione alla vita di partito e la mia disponibilità ai soli momenti più propriamente politici e alle sedi di natura collegiale. Questo non corrisponde minimamente – precisa il ministro della Difesa – ad un abbandono della mia partecipazione alla elaborazione politica comune e alla battaglia per l’ulteriore affermazione delle nostre ragioni”.
“Con la vittoria dell’Unione sotto la guida di Romano Prodi, l’avanzamento del sistema bipolare, la riaffermazione dell’Ulivo, l’apertura del cantiere del Partito Democratico, qualcuno – osserva Parisi – potrebbe pensare che la missione della Margherita sia ormai estinta per conseguimento della ragione sociale della nostra impresa. Io penso invece di no. Molta è la strada che abbiamo fatta, ma ancora di più quella che resta da fare”.
“Sono sicuro che l’unità che abbiamo ritrovato grazie ad una lettura condivisa del risultato delle primarie e il messaggio che assieme abbiamo letto nel voto per l’Ulivo – sostiene Parisi – rafforzerà la nostra fiducia. Il Paese ha bisogno dell’Unione, l’Unione ha bisogno dell’Ulivo, e il Partito Democratico ha bisogno della Margherita: non solo delle nostre idee e della nostra competenza, ma anche della nostra azione organizzata”.
“Per questo motivo pur nella ridefinizione operativa del mio ruolo – conclude Parisi – vorrei che mi sentiste oggi più che mai impegnato con voi per la battaglia di sempre, non solo a causa delle mie responsabilità di governo ma in nome della stessa passione che ha guidato finora il nostro cammino”.