“Nel prendere atto che si é
aperta nel Pd un confronto che chiede di dar vita ad una maggioranza
politica, Tonini riconosce che quella che lui chiama la
“maggioranza costituente” aveva a suo tempo espresso la leadership di
Veltroni ma non una linea politica”.
Sono allibito, senza parole. Dopo l’annuncio domani
alle 14 del voto in aula della legge elettorale europea, non capisco proprio di che cosa si dovrebbe discutere e decidere
nella riunione del gruppo parlamentare “democratico”.
«Che Veltroni sia il segretario del Pd é fuori
discussione. Leader é un’altra cosa. É del tutto evidente che nella
leadership del partito si é aperta una crisi che richiede una soluzione
nuova».
Conosco la passione che guida da sempre l’azione
politica di Antonio Di Pietro. La conosco e la condivido, anche se non
sempre ho condiviso suoi gesti, scelte o
espressioni.
Che
l’impiego simbolico di 3000 soldati in servizio di ordine pubblico
avrebbe innescato una spirale mossa dalla domanda di sicurezza
alimentata e allo stesso tempo insoddisfatta é stata purtroppo fin
dall’inizio una facile profezia.
L’appello
per la democrazia rivolto agli italiani da un gruppo di autorevoli
esponenti della societa civile perché il Paese esca finalmente dalla
transizione assumendo a riferimento la democrazia americana ci
interpella.
Intervenendo
a Repubblica TV, sulla crisi del partito, Arturo Parisi ha chiesto conferma della notizia che gli iscritti della cittá
partenopea rappresenterebbero da soli circa un sesto dell’intero Paese.
Come faranno i democratici a recuperare i punti persi? La leadership di Veltroni si è logorata?
“Non
puo essere Martine Aubry, la Segretaria del Partito Socialista Francese
a dettare l’agenda delle scelte del Pd. Gli elettori italiani debbono
conoscere quale sara la nostra collocazione in Europa prima del voto
europeo.”