Pressing dell’area ulivista del Pd perchè il neo-segretario
Franceschini schieri il partito non solo a favore dell’accorpamento del
referendum sulla legge elettorale ad europee e amministrative, ma anche
per il sì ai quesiti.
“Confido che la Segreteria Franceschini muovendo da una delibera
democratica della Assemblea Costituente porti tutto il partito a
difendere il Referendum e a sostenere il Sì”
E’ nota la posizione di quello che è stato il segretario del mio
partito fino a pochi giorni fa che dichiaròche avrebbe sostenuto il
referendum ma senza firmare per non creare problemi al governo.
Si, all’Election day. E’ sbagliato inventarsi un’altra giornata
elettorale per il referendum. Se costringere gli elettori a votare in
giornate
distinte, é una furbata, noi non
vogliamo fare i furbi.
Arturo Parisi e’ lo sconfitto del giorno, ma non ha affatto l’aria di chi ha preso una botta. “Anzi, tutt’altro: sono contento di essermi candidato, almeno ho dimostrato che questo partito e’ ancora vivo”.
Perde alle 13, ma e’ contento. Riperde alle 17, ma e’ ugualmente soddisfatto: “Con il 18 per cento al primo voto e il 9 al secondo non posso certo lamentarmi”.
Al di lá delle apparenze, la questione a noi difronte é nitidamente
politica. Costringerla nei tempi che ci siamo dati non é una impresa
semplice.
Care democratiche, cari democratici, amici, fratelli, compagni,
il titolo al quale vi parlo “candidato alla Segreteria del
Partito” mi
chiamerebbe ad un discorso compiuto capace di
offrire alla comune
riflessione delle indicazioni compiute
sull’orizzonte del Partito.
“La novita’ e’ nell’atteggiamento di Veltroni: nel momento in cui
riconosce la sconfitta ci lascia privi di una spiegazione della
stessa”. Lo ha detto Arturo Parisi.