Caro direttore,
in uno dei ricorrenti
esercizi di cartografia politica,
applicata questa volta al Pd, mi
trovo
mappato sul Corriere
di ieri tra i
sostenitori della proposta di Bersani.
Leggo di un Bersani che invita a non “impiccarsi ad un modello di legge elettorale”. Leggo di un Bersani mediatore tra le varie formule elettorali, cioe’ tra quella approvata dal Partito e quella sostenuta da D’Alema.
Leggo di un Bersani che invita a non “impiccarsi ad un modello di legge
elettorale”.
«Non si sfugge al fango rifugiandosi sulle nuvole»: Arturo Parisi, tra i
padri dell’Ulivo doc, chiama il Pd a fare scelte sin qui rinviate.
«Ulivo! É nei momenti di disperazione che tornano in mente i nomi dei
tempi della speranza. Ma se i nomi sono d’aiuto e possono essere di buon
auspicio, quello che conta davvero sono le cose che ci stanno dietro.
La sostanza, i fatti….».
«Aspetto una parola da Bersani. Sento personalmente la
responsabilità di aver spinto molti a lasciare le vecchie appartenenze.
Per venire dove? In un partito che è semplicemente la continuazione
sotto una nuova etichetta della principale tradizione della sinistra?»