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21 Luglio 2005

Rutelli traghetta Sgarbi nell´Unione l´ex forzista punta a cinque seggi

Autore: Goffredo De Marchis
Fonte: la Repubblica
ROMA – La parabola di Vittorio Sgarbi
si arresta dalle parti della Margherita. La scelta del centrosinistra
era già presa da tempo, ma a traghettare il critico d´arte nell´Unione
sarà il partito di Francesco Rutelli. Con l´obiettivo di un ritorno:
dirottare sulla lista di Dl, al proporzionale, il pacchetto di voti
sparso qua e là per l´Italia dei vari marchi che si richiamano a
Sgarbi. Ritorno anche minimo: oggi il Movimento per i diritti civili di
Franco Corbelli, il Partito della bellezza e i Liberal, sigle vicine al
«professore», valgono l´0,5-0,6 per cento. Non è granchè ma è sempre
qualcosa in vista della competition interna al centrosinistra.

Dieci giorni fa, Sgarbi ha incontrato nella sede della Margherita
Rutelli e il segretario organizzativo Franco Marini. Si è deciso di
evitare un´adesione formale a Dl, che avrebbe creato qualche problema
al partito. Dovrà essere tutta l´Unione ad accettare il nuovo ingresso.
Ma alla Margherita toccherà il compito di fare da pontiere. Cercando di
ottenere poi gli eventuali vantaggi in termini di consenso.

Sgarbi è un vero nomade del panorama politico. Lo ammette lui stesso
ricordando la nascita delle sue molte creature partitiche e perdendosi
nel labirinto del suo girovagare: «Con chi ero alleato nel ´96?». Nella
storia di Sgarbi c´è soprattutto il centrodestra, in nome della furiosa
battaglia antigiustizialista. Ma oggi il critico parla solo di sintonia
con il centrosinistra in nome dell´arte, della tutela del patrimonio
ambientale e artistico omettendo gli scontri con il Pool di Milano e
con i magistrati in genere e promettendo implicitamente di non creare
nuovi guai alla coalizione guidata da Romano Prodi. Ha incontrato anche
il Professore, ma è con Marini e Rutelli che ha stretto accordi
elettorali. «Io posso aiutare l´Unione in almeno quindici collegi non
sicuri. Con il movimento della Valsesia, ho almeno 50-60 mila voti nei
collegi di Biella, Vercelli e Novara, per esempio». Altre zone dove
Sgarbi è abbastanza forte sono già state individuate da Marini: la
Calabria e persino Avezzano, nella terra dominata dal segretario
organizzativo di Dl.

Sgarbi chiederebbe almeno cinque eletti nella prossima legislatura. Più
realisticamente alla Margherita pensano che non potrà averne più di due
o tre. Marini ha spiegato a Sgarbi che in cambio del favore (consensi
al proporzionale), Dl non pagherà alcun prezzo. «La torta stavolta è
più larga», gli ha detto l´ex segretario del Ppi. Sgarbi lo ha preso
alla lettera e adesso garantisce: «Il centrosinistra vincerà 500 a 130
alla Camera, non ci sono dubbi. La Casa delle libertà sta bruciando e
solo i coglioni rimangono in mezzo alle fiamme». Lui non è coglione, fa
capire. In cambio del «passaggio», Sgarbi assicura: «Tutti i miei voti
al proporzionale andranno alla Margherita, certo. In fondo è il partito
che mi è più vicino».

L´alleanza Margherita-Sgarbi non piace a Clemente Mastella. «Si
prendono proprio tutti, quelli di Dl», lo hanno sentito mormorare
stizzito durante un colloquio con i suoi. Giudizio interessato perché
l´Udeur sta trattando da tempo l´accordo con Marini e Rutelli. E le
cose qui non sono facili come con Sgarbi. Si parla di simboli, di
collegi, è una trattativa piuttosto complicata.

Ma la campagna di adesioni della Margherita è a tutto campo. E Rutelli
sta avviando contatti a tutti i i livelli. Ieri è stato a Monopoli al
campo estivo dei giovani delle Acli dove sono rappresentate tutte le
associazioni cattoliche. Per due ore ha parlato di problemi etici e di
quella che ha chiamato «biopolitica». Sul piano più elettorale la
Margherita non ha ancora rinunciato a un´alleanza con lo Sdi e intanto
ha già conquistato i gruppetti socialisti di Enrico Manca e Giusi La
Ganga facendoli entrare a pieno titolo dentro il partito. E scatenando
le reazioni dei socialisti di Boselli e dei parisiani. Con Sgarbi si
sta seguendo una strada diversa, ma il critico non ha paura di
eventuali veti. «Nell´Unione ormai sono tutti dissonanti, non vedo
perché non posso esserci anch´io, Voglio solo offrire le mie capacità.
Da quando sono stato cacciato dal governo ho dato una mano al
centrosinistra a Lecce, nelle Marche, in Umbria, Abruzzo e Calabria».