2222
22 Ottobre 2005

Unione/ Parisi: basta ambiguità, lista Ulivo a politiche 2006

Fonte: APCOM

Roma – “I milioni di persone che hanno votato alle primarie hanno dato una lezione memorabile di civismo e hanno posto al ceto politico del centrosinistra una domanda chiara di unità. Ci hanno detto che è venuto il momento per costruire una forza democratica e plurale che costituisca un solido baricentro per l’Unione di centrosinistra. Dell’Ulivo abbiamo bisogno già oggi, non domani o dopodomani, a partire dal significato da dare alla lista unitaria per le prossime elezioni”. E’ quanto si legge in un editoriale di Governareper, rivista diretta da Arturo Parisi.


Oltre alla presentazione di una lista unitaria alle Politiche, su un altro aspetto, secondo Parisi, “non si può più essere ambigui”: “la formazione di gruppi parlamentari unici dell’Ulivo: è anche la migliore garanzia che venga rispettato quel ‘patto tra gentiluomini’ siglato dai segretari del centrosinistra a metà giugno secondo cui di fronte ad una eventuale crisi del governo Prodi, l’unica via praticabile siano le elezioni anticipate”.


“Ci hanno detto – prosegue l’articolo – che è venuto il tempo per rimarginare ed archiviare le ferite prodotte nel campo riformatore dalle ideologie del novecento. È venuto il momento che l’Ulivo cominci a diventare il partito dei democratici italiani. Questo soggetto nuovo e forte, nella società italiana, c’è già. È molto più vivo, radicato ed esteso delle vecchie identità di partito a cui una parte del ceto politico, per pigrizia o convenienza, vorrebbe rimanere abbarbicato”.


Per Parisi è questo “l’unico efficace antidoto alla riforma, fraudolenta e avvelenata, del sistema elettorale che Berlusconi e soci vogliono approvare.e passasse quella legge ignobile, l’ultima di una sequela di leggi fatte a misura degli interessi particolari dei proponenti, DS e Margherita sarebbero indotti ancora più che in passato a contendersi un identico bacino elettorale.

E all’indomani del voto, una eventuale maggioranza di centrosinistra rischierebbe di essere fin troppo fragile”.