Roma – “Ho conosciuto Emma Bonino come collega
ministro nel governo Prodi e ho per lei stima per le sue doti
politiche. Ho simpatia non solo per la persona ma anche per la
proposta di candidarsi a presidente della regione Lazio”. Cosi’
Arturo Parisi a Radio Radicale sulla candidatura di Emma Bonino
che ancora non ha trovato adesione formale da parte del Pd.
“Non riesco ad arrendermi alla modalita’, a questo modo
pasticciato, verticistico con cui viene gestita la vicenda
regionali e non solo nel Lazio, siamo tornati alla prima Repubblica con l'”esploratore”, termine che ci eravamo
dimenticati, e che mi fa temere molto. Il problema non sono
solo le primarie mancate ma una modalita’ rispettosa di chi
partecipa alla decisione. E poi il rapporto con i radicali:
nella scelta della Bonino non c’e’ solo una persona ma un
rapporto con un partito. Personalmente fin dai tempi della
sciagurata scelta di andare da soli, promossa da Veltroni, io
ritenni che il rapporto con i radicali dovesse essere un
rapporto maiuscolo, adulto, da partito a partito nel
riconoscimento che i radicali hanno una storia non confondibile
con altri per cui la prospettiva che veniva avanzata di
“confusione” all’interno del pd sembrava una mancanza di
riguardo verso il partito democratico nascente e verso i
radicali, il piu’ antico partito esistente. Oggi possiamo dirlo
dopo un anno e mezzo di esperienza parlamentare che la
soluzione trovata non corrisponde al rapporto. Per cui in
questa occasione la scelta della Bonino e dei radicali deve
essere fatta in tutte le regioni e non andando avanti con una
serie di eccezioni”.