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23 Giugno 2009

Referendum: Parisi, come la definì Calderoli, porcata era porcata rimane

Autore: Arturo Parisi

L’esperienza ci insegna che la sconfitta é in genere orfana. La
vittoria ha invece cento padri. Ho idea che nel caso della sconfitta
del referendum sulla legge elettorale sia una volta tanto l’opposto”.
Lo afferma Arturo Parisi, leader dei Democratici per la Democrazia.

“E’ chiaro chi ha perso, e io non ho difficoltá a riconoscermi tra
essi. Resta ancora da capire – continua l’esponente democratico – chi
rivendica il merito e il peso di questa vittoria. Sono proprio curioso
di sentire dalla loro voce il come e il perché, e soprattutto cosa essi
pensano di fare di quella che sembrerebbero voler rivendicare come una
propria vittoria. Anche se non era imprevista, a questo punto la
sconfitta é certa. La sconfitta di chi si é battuto a mani nude contro
la legge che Calderoli definí una porcata, prima contro la sua
approvazione, poi per la sua abrogazione in parlamento, e solo alla
fine facendo appello ai cittadini.Non ho mai appartenuto alla schiera
di chi pensa che il successo renda giusta una causa e l’insuccesso la
proclami invece sbagliata, né a quella di chi combatte solo le
battaglie giá vinte. Se l’attuale legge elettorale era ieri una
porcata, porcata resta anche dopo questo voto chiaro ma inefficace solo
per il mancato raggiungimento del quorum” . Pur nella sconfitta –
conclude Parisi –  il risultato ci dice che la stragrande maggioranza
degli italiani che hanno preso la parola condivide il nostro giudizio.
Questa legge é una porcata. La loro parola ci impegna.