Una cosa e’ il giudizio sulle persone, un’altra la questione istituzionale che si e’ aperta. Spero che la polvere e il fango non faccia dimenticare le macerie messe in evidenza dalla iniziativa della magistratura.
Proprio chi e’ preoccupato di salvaguardare il patrimonio rappresentato dal nostro sistema di protezione civile, deve promuovere una riflessione per distinguere il bambino dall’acqua sporca, in modo da evitare che il bambino venga buttato con l’acqua sporca.
Il compito della magistratura e’ indagare sul comportamento e le responsabilita’ delle persone. Indagare sul funzionamento delle istituzioni e’ invece compito del Parlamento. Le domande sollevate dal caso che si e’ aperto chiedono risposte urgenti.
Se e’ vero che nel tempo piu’ breve possibile deve essere risolto ogni dubbio sulla onorabilita’ delle persone preposte al sistema di Protezione civile, ancora piu’ urgente e’ restituire l’onore al sistema in se’.
Gli italiani debbono essere rassicurati che per le situazioni straordinarie la Repubblica dispone di strutture straordinarie, ma che per poter funzionare associando efficienza e legalita’ le strutture straodinarie possano funzionare anche se governate da persone ordinarie, senza dover far conto su superuomini e santi.
Per questo motivo non possiamo permetterci che il sistema di Protezione civile sia indebolito e ferito dai sospetti e dalle ombre che sono stati sollevati. Non bisogna farsi illusioni.
Anche per la Protezione civile l’era della innocenza della innocenza garantita per legge e’ terminata. Non possiamo tuttavia permetterci che si apra un’era segnata all’opposto dal sospetto permanente.
Mentre attendiamo con rispetto per i Magistrati e per gli indagati le conclusioni della azione giudiziaria e’ urgente che il Parlamento faccia sentire la sua voce.
Considerata la complessita’ e il rilievo dei problemi sollevati non riesco a pensare ad uno strumento piu’ adeguato della istituzione di una Commissione parlamentare di indagine che in tempo brevissimo, ripeto, in tempo brevissimo, acquisisca gli elementi sufficienti ad indicare sulla base della esperienza le linee per una accurata delimitazione dei confini di azione del sistema di protezione civile, e, allo stesso tempo, per una riorganizzazione interna che assicuri anche in situazioni di emergenza la compatibilita’ tra le esigenze della efficienza e quelle della legalita’.